Notizie, novità, approfondimento.

Errore

  • strict warning: Non-static method view::load() should not be called statically in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/views.module on line 879.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_validate() should be compatible with views_handler::options_validate($form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 589.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_submit() should be compatible with views_handler::options_submit($form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 589.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_style_default::options() should be compatible with views_object::options() in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_style_default.inc on line 25.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_validate() should be compatible with views_plugin::options_validate(&$form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 135.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_submit() should be compatible with views_plugin::options_submit(&$form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 135.

GDPR e dati su cloud, le cose da ricordare

01net - 5 giugno, 2018 - 08:03

Le aziende che utilizzano il cloud hanno dovuto definire strategie per il GDPR che includessero la gestione dei dati presenti sulla cosiddetta nuvola.

Questi elementi possono allinearsi e garantire vantaggi alla strategia complessiva di un’azienda, favorendo i programmi di digital transformation: si sa che la sicurezza e i criteri di data management si sovrappongono in caso di violazione.

«Durante alcune recenti conversazioni con specialisti ed executive IT – spiega Vittorio Bitteleri, country manager di Commvault in Italia – l’attenzione si è sempre spostata sul cloud».

Ma prima di preoccuparsi della gestione dei dati nel cloud, spiega, è importante che le aziende abbiano verificato cinque aspetti.

  • Il paese in cui sono localizzati i servizi SaaS o il cloud pubblico risponde ai requisiti di protezione dell’Unione Europea?
  • Sarà possibile controllare dove saranno i dati, una volta scelto il fornitore cloud/SaaS?
  • Quali sono le credenziali fornite dal servizio cloud per il GDPR?
  • Qual è il processo di notifica e di risoluzione a seguito di una violazione?
  • I fornitori cloud in generale si inseriscono nell’area dei Data Processor, e le aziende, in quanto acquirenti del servizio, sono i Data Controller. I dati personali sono processati in conformità con il GDPR?
GDPR, dati e shadow IT

In molti, osserva Bitteleri, saranno rimasti impressionati nello scoprire quanti servizi cloud sono già utilizzati in azienda, senza che per forza se ne sia già consapevoli.

«È la cosiddetta shadow IT – dice – Non si contano i casi in cui un compliance officer si aspetta di trovare poche decine di servizi cloud durante un audit, ma in realtà scopre che ce sono centinaia di tipologie più o meno diverse. E purtroppo, i dati cloud non conosciuti possono essere difficili da gestire con il GDPR».

Vittorio Bitteleri, country manager di CommVault

Poi ci sono i dati cloud che si conoscono. O che si pensa di conoscere, per essere più precisi.

Il cloud pubblico è utilizzato dalle aziende per archiviare le informazioni principali, farne delle copie offsite, conservarli e collaborare, oltre ad eseguire le applicazioni. Molte email aziendali sono state spostate nel cloud.

«Sfortunatamente abbiamo visto numerose aziende trasferire i dati nel cloud e affermare che dopo averlo fatto non è più un loro problema – spiega Bitteleri -. Si tratta di un atteggiamento per certi versi preoccupante».

Innanzitutto, spiega il manager, non gestendo il ciclo di vita dei dati nel cloud, ci saranno fatture più elevate per il cloud, oltre a essere a rischio in ottica GDPR. Inoltre, il fornitore di servizi cloud (nella maggior parte dei casi) manterrà i dati disponibili, ma non il backup.

Come parte del modello di responsabilità condivisa degli accordi sul cloud, i dati rimangono sotto la responsabilità dell’azienda dal punto di vista di backup e GDPR.

Alcuni provider cloud pubblici offriranno servizi aggiuntivi per queste aree, ma spesso solo per i dati contenuti nella propria infrastruttura, lasciando le aziende sguarnite – almeno parzialmente – in caso di cloud ibrido.

In questi casi, la domanda da porsi è sempre la stessa: avete verificato il contratto con i fornitori di servizi cloud?

L'articolo GDPR e dati su cloud, le cose da ricordare è un contenuto originale di 01net.

Otto competence center per l’Industria 4.0 italiana

01net - 5 giugno, 2018 - 07:16

Otto competence center ammessi e due esclusi. L’ultimo atto del Ministero dello Sviluppo economico retto da Carlo Calenda è stata la comunicazione della lista di atenei ammessi alla fase negoziale per accedere ai finanziamenti pubblici.

La lista dei competence center vede al primo posto il Politecnico di Torino (Manufacturing 4.0), seguito dal Politecnico di Milano (Made in Italy 4.0), Alma Mater Studiorum Università di Bologna ( Bi-rex), Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Artes 4.0), Università di Padova (Smact), Federico II di Napoli (Industry 4.0), Consiglio nazionale delle ricerche (Start 4.0) e La Sapienza di Roma (Cyber 4.0). Fuori dai giochi il Centro siciliano di fisica nucleare, per mancanza di requisiti, e l’Università di Catania che ha raggiunto un punteggio non sufficiente.

Poli di ricerca e trasferimento tecnologico

Ai Competence center, nell’ambito del piano per l’Impresa 4.0 varato dal governo Renzi, spetta il compito di essere i poli di ricerca e trasferimento tecnologico con partner pubblici e privati. L’obiettivo è di sviluppare progetti negli ambiti di specializzazione e fornire servizi alle Pmi. In totale sono circa quattrocento le imprese che si sono alleate a una settantina tra università e organismi pubblici di ricerca pubblici.

La seconda fase del processo prevede che ogni singolo partenariato, che unisce componenti pubblici e imprese private discuta i progetti con i tecnici del ministero.

Poi, una volta raggiunto l’accordo sul progetto, per ogni competence center ammesso, sarà emanato il decreto di concessione che conterrà tra l’altro impegni, obiettivi, tempi e modalità di realizzazione dell’attività programmata, indicazione delle spese e dei costi ammissibili.

A disposizione ci sono 73 milioni di euro, una somma considerata sufficiente dal ministero. Una quota fino al 65% dei fondi dovrà supportare la costituzione e l’avviamento dei centri, nella misura del 50% delle spese sostenute per un massimo di 7,5 milioni per singola struttura. Almeno il 35%, invece, andrà a finanziare i progetti di innovazione presentati dalle imprese, sempre in misura del 50% e fino a 200mila euro.

Fra le Università coinvolte, il Politecnico di Milano sul Made in Italy 4.0 e i sistemi per il manifatturiero avanzato ha selezionato 34 aziende – da Comau a Brembo, da Bosch a Ibm – che offriranno servizi, competenze e sostegno economico. Altre 24 per il Poli di Torino (Fiat Chrysler Leonardo, Thales Alenia Space) mentre lo Smact dell’Università di Padovaha selezionato 30 imprese (Tim, Electrolux e Intesa San Paolo).

Sono 49 le imprese per il Bi-Rex di Bologna (Ducati a Siemens da Hera a Philp Morris) e 32 quelle per il competence center Start 4.0 guidato dal Cnr insieme a Iit e università di Genova e con big del calibro di Ansaldo Energia, Iren e Leonardo.

Intanto il ministero dello Sviluppo ha pubblicato il bando di gara per l’assegnazione di 3 milioni a progetti di potenziamento degli uffici di trasferimento tecnologico delle università e degli enti di ricerca pubblici. In particolare, 2,5 milioni sono destinati al rifinanziamento di progetti già agevolati negli anni scorsi e 500mila euro a nuovi progetti.

L'articolo Otto competence center per l’Industria 4.0 italiana è un contenuto originale di 01net.

Le serie Tv Mediaset Premium sono arrivate su Sky

01net - 4 giugno, 2018 - 18:05

Mentre Mediaset impoverisce l’offerta Premium, Sky dà notizia dell’arricchimento dei propri pacchetti con nuove serie Tv. E questo grazie proprio ai canali Mediaset Premium. Come da copione, arrivano infatti nell’offerta Sky Famiglia i tre canali di serie Tv Premium Stories HD  (canale 122) Premium Joy HD (canale 123) e Premium Action HD (canale 125). Mentre il pacchetto Sky Tv vede l’aggiunta di Premium Crime HD (canale 118).

Secondo quanto anticipato, chi è già abbonato ai pacchetti Sky Family e Sky Tv potrà vedere i nuovi canali gratuitamente, senza alcun aumento della spesa mensile.

L’integrazione dei 4 canali Premium ha comportato la modifica della numerazione per un certo numero di altri canali Sky. Perciò a partire da 4 giugno 2018 la nuova “struttura” per i canali Sky tra il 106 e il 139 è la seguente.

La nuova numerazione dei canali Cinema

Ricordiamo inoltre, che dallo scorso 27 aprile, con l’arrivo dei canali cinema di Premium la numerazione dei canali Sky Cinema è la seguente.

L'articolo Le serie Tv Mediaset Premium sono arrivate su Sky è un contenuto originale di 01net.

Microsoft acquista GitHub per 7,5 miliardi di dollari

01net - 4 giugno, 2018 - 17:20

Dopo vari rumour è arrivata la conferma che Microsoft ha acquistato GitHub, il popolare servizio di condivisione di codice e di collaborazione, per 7,5 miliardi di dollari in azioni Microsoft.

Una cifra importante, per una realtà che tre anni fa era stata valutata 2 miliardi di dollari.

Microsoft è una società developer-first – ha detto il ceo Satya Nadella commentando l’annuncio – e unendo le forze con GitHub rafforziamo il nostro impegno per la libertà degli sviluppatori, l’apertura e l’innovazione. Riconosciamo la responsabilità della comunità che assumiamo con questo accordo e faremo del nostro meglio per consentire a ogni sviluppatore di costruire, innovare e risolvere le sfide più urgenti del mondo“.

Una posizione, quella di Nadella, consonante con quanto affermato recentemente al Microsoft Build, sia a proposito della centralità dello sviluppo, sia sul senso di responsabilità nel creare quello che serve al pianeta.

E le slide di Powerpoint online relative alla presentazione dell’operazione di acquisto richiamano infatti molti dei temi trattati nel corso del Microsoft Build 2018.

Sarà Nat Friedman, l’ex-ceo di Xamarin e che ora è vice president corporate Developer services di Microsoft a ricoprire il ruolo di Ceo di GitHub, mentre il fondatore di GitHub ed ex Ceo Chris Wanstrath diventerà membro dello staff tecnico di Microsoft, chiamato a lavorare su iniziative software strategiche.

Su GitHub a oggi ci sono 28 milioni di sviluppatori, per 85 milioni di repository di codice. Sono numeri ne che fanno il più grande centro di codice sorgente a livello globale e un punto di riferimento per tutti i creatori software. Microsoft ha da tempo adottato il protocollo Git e lo sta utilizzando in Visual Studio Team Services.

La principale fonte di entrate per GitHub sono gli account a pagamento, utilizzati dalle aziende (1,8 milioni) per la creazione di repository privati e lo sfruttamento altre funzionalità a prezzi convenienti, sotto i venti dollari al mese al massimo per utente. Il resto del traffico di GitHub viene fatto con progetti open source e pubblici, che sono gratuiti.

Stando alle dichiarazioni del Ceo si intuisce che Microsoft intenda fare di GitHub il primo punto di contatto per lo sviluppatore, chiunque esso sia e a prescindere dalle piattaforme che questi utilizza.

L'articolo Microsoft acquista GitHub per 7,5 miliardi di dollari è un contenuto originale di 01net.

Lavoro, novanta posizioni aperte in Sopra Steria

01net - 4 giugno, 2018 - 11:24

Sopra Steria, dopo aver comunicato all’inizio dell’anno l’apertura di 200 nuove posizioni con l’obiettivo di soddisfare quest’esigenza entro l’estate 2018, ha annunciato oggi l’intenzione di proseguire la ricerca di 90 persone, da inserire nelle sedi di Milano, Roma, Collecchio, Padova, Asti e Ariano Irpino.

La ricerca dell’azienda continua ad essere rivolta sia verso giovani neolaureati sia verso figure di media seniority, intenzionate a intraprendere o a proseguire un percorso professionale nella consulenza IT.

Candidati ideali sono coloro con formazione tecnico-scientifica, che hanno conseguito una laurea in Ingegneria, Informatica, Matematica o Fisica. A ciò si aggiunge l’ottima conoscenza della lingua inglese e il possesso di adeguate competenze informatiche, in linea con il ruolo offerto.

Per i giovani talenti alle prese con la prima esperienza nel mondo del lavoro, Sopra Steria ha previsto un percorso di 6 mesi di stage finalizzato all’assunzione, che integra al meglio formazione e training on the job.

Al momento dell’ingresso in Sopra Steria i neolaureati sono coinvolti in lezioni in aula a cura di docenti specializzati, a cui si aggiungono momenti di condivisione delle testimonianze da parte dei colleghi senior.

Successivamente ha inizio il periodo di tirocinio vero e proprio, necessario a preparare i ragazzi ad affrontare con competenza e visione le esigenze più avanzate del mercato.

In pochi mesi sono entrate in Sopra Steria 125 persone, racconta Stefania Pompili, Chief Executive Officer Sopra Steria Italia. Abbiamo selezionato talenti in ogni ambito, che per il 70% sono giovani under 30. Un risultato straordinario, che si pone in controtendenza sia rispetto al trend che vede le imprese italiane ricorrere spesso a contratti atipici, sia per quanto riguarda la difficoltà a trovare risorse con competenze digitali adeguate”.

L'articolo Lavoro, novanta posizioni aperte in Sopra Steria è un contenuto originale di 01net.

Lavoro IT, servono specialisti di front end e di user experience

01net - 4 giugno, 2018 - 10:16

Il contesto della trasformazione digitale genera un cambiamento anche nel lavoro IT facendo emergere nuove figure professionali.

Come dichiara Cristian Sala, Amministratore Delegato di Kelly Services Italia, società di consulenza per le risorse umane, “Prevediamo che il settore, già in grande espansione, continuerà a crescere costantemente portando nei prossimi anni nuove opportunità lavorative.Tra le nuove professioni che si stanno affermando in questo periodo storico, ci sono alcune figure strategiche e rilevanti per i processi aziendali nel team IT, profili davvero molto ricercati sul territorio”.

In questo momento, per un importante cliente nel settore servizi su Roma, Kelly Services sta valutando posizioni di lavoro per Front end Specialist e UI/UX Specialist.

Cosa fa un Front end Specialist

Il Front end Specialist si occupa dell’implementazione degli elementi visivi ed interattivi con cui i visitatori si interfacciano ai siti web, tenendo conto delle regole di usabilità e della fattibilità. È la persona che si occupa del sito web dal lato dell’utente, ovvero di tutto ciò che riguarda l’interazione, il design visibile e raggiungibile all’indirizzo web del sito stesso.

In pratica, è responsabile di quello che l’utente vede quando atterra in un sito web, della sua funzionalità, della facilità d’uso e del “look&feel”.

Le tre competenze fondamentali del lavoro del front end developer sono l’html, i css, e javascript, lavora soprattutto a contatto con i back end developer e con i designer.

Lo UI/UX Specialist (UI sta per User Interface, UX per User EXperience) è una figura  all’avanguardia del panorama del lavoro IT. L’UI/UX specialist si occupa dello sviluppo di soluzioni grafiche digitali, con particolare riferimento a siti web responsive. È il responsabile del design visuale e dell’interazione fra utente e interfacce lungo tutto il ciclo di vita del prodotto digitale, dalla definizione e raccolta di requisiti alla produzione dei documenti finali di design.

Le competenze dello UX designer spaziano dalla ricerca comportamentale, come le interviste dirette e gli user test, alla progettazione incentrata sull’utente, con strumenti come le personas, agli scenari d’uso e agli user journey. Spesso l’UX designer si spinge sino al disegno preliminare del sito, realizzando schizzi o prototipi e studiando le interazioni.

Uno spiccato spirito di squadra, una buona conoscenza della lingua inglese, la capacità di aggiornamento costante sulle nuove tendenze e tecnologie nel digitale e una formazione tecnica completano entrambi i profili.

La RAL per un profilo junior con 2 anni di esperienza è di circa 28mila euro. Dai 3 ai 5 anni di esperienza varia tra 35 ai 37mila euro, mentre dai 5 anni in su supera i 37mila euro.

L'articolo Lavoro IT, servono specialisti di front end e di user experience è un contenuto originale di 01net.

Fastweb rivoluziona il customer care con il reshoring

01net - 4 giugno, 2018 - 09:57

Fastweb ristruttura le proprie attività di customer care con l’impegno a riportare 220 operatori di call center in Italia entro la fine del mese settembre.

Questa scelta comporterà il ridimensionamento delle attività attualmente gestite in Romania ed è frutto dell’accordo sottoscritto con Comdata, società cui Fastweb ha affidato parte dei propri servizi di assistenza clienti all’estero.

Lo scopo, in accordo con le linee guida del Protocollo di Autoregolamentazione, recentemente sottoscritto dalle più importanti società committenti di contact center, mira a garantire ai propri clienti un servizio di customer care professionale e di qualità.

Promosso dall’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Protocollo d’intesa, sottoscritto lo scorso 4 maggio dalla società, ha difatti l’obiettivo di indirizzare il settore verso standard di qualità più elevati nell’ottica della competitività, ma anche della responsabilità sociale d’impresa e di maggiori tutele per i lavoratori.

Questa intesa segna un passo importante per riqualificare l’industria dei servizi di customer care in Italia e creare nuove opportunità e nuove competenze sul territorio nazionale.

Facendo seguito alla firma del Protocollo, Fastweb ha annunciato un piano di re-shoring, da completarsi entro il 30 settembre 2018, che vedrà il graduale trasferimento delle attività gestite in Romania presso le sedi di Cagliari e Lecce.

Più nel dettaglio, l’accordo raggiunto con Comdata interessa i contact center rivolti al segmento residenziale e professionale e più precisamente le offerte Small Business e Soho Professional (Shp).

Parte dell’assistenza tecnica e commerciale gestita dall’estero rientrerà così entro i confini nazionali con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro, contribuendo allo sviluppo del settore nel segno della competitività e dell’equità.

La scelta di Fastweb centra in pieno gli intenti del Protocollo di Autoregolamentazione, salutato dalle principali associazioni di categoria come un passaggio cruciale per promuovere un approccio più responsabile al business.

Secondo Assotelecomunicazioni e Assocontact il documento rappresenta un importante passo avanti per favorire la normalizzazione del mercato e per migliorare la qualità dei servizi rivolti a consumatori e cittadini: obiettivo che richiede non solo politiche industriali lungimiranti ma anche un preciso impegno da parte dei player di mercato.

Grazie al piano di reshoring da poco annunciato, Fastweb si pone tra i capofila del cambiamento. Concreta espressione di questo impegno è la progressiva ricollocazione sul territorio sardo e pugliese delle attività svolte all’estero da Comdata, leader europeo nei servizi di customer care e business processing.

Oltre a Fastweb, il Protocollo di Autoregolamentazione è stato sottoscritto dai più importanti player del settore, che complessivamente rappresentano il 65% del settore in termini di fatturato.

L’intesa invita gli operatori a ridurre il più possibile il ricorso alla delocalizzazione e sarà sottoposta a una fase di verifica a un anno dalla firma del protocollo. Più in particolare è previsto l’impegno a mantenere entro la soglia dell’80%, per quanto riguarda i nuovi contratti, i servizi in outsourcing svolti in Italia.

L'articolo Fastweb rivoluziona il customer care con il reshoring è un contenuto originale di 01net.

BO - TAVOLA ROTONDA: Le opportunità di una partnership con ARXivar

Arxivar news - 4 giugno, 2018 - 09:45
BOLOGNA | 12 Luglio 2018 | 15.30 - 18.00
Savoia Hotel Regency, Via del Pilastro 2, Bologna
FATTURAZIONE ELETTRONICA E DIGITAL TRANSFORMATION
Ti aiutiamo a risolvere le principali sfide del mercato

CON IL PATROCINIO DI ASSINTEL

Vuoi allargare la tua offerta con soluzioni digitali integrabili

a sistemi gestionali/ERP ed adattabili a qualsiasi esigenza organizzativa?

Able Tech, software house specializzata nello sviluppo di soluzioni per la gestione delle informazioni e dei processi aziendali, è lieta di invitarti ad una tavola rotonda esclusiva. Parleremo di trend di mercato, soluzioni tecnologiche integrabili al tuo portafoglio di offerta e modello di partnership.

 

VAI ALL'AGENDA E ISCRIVITI

 

Per maggiori informazioni
Alessandro Bitossi |
349 87.19.568 | a.bitossi@abletech.it
Marcello Scaramucci | 335 60.24.469 | m.scaramucci@abletech.it

Aws rilascia Amazon Neptune, il database a grafo per il cloud

01net - 4 giugno, 2018 - 08:42

Amazon Web Services ha annunciato la disponibilità di Amazon Neptune, un servizio di database a grafo rapido, affidabile e pienamente gestito che punta a semplificare la creazione e l’esecuzione di applicazioni che lavorano con dataset altamente connessi.

Alla preview del servizio hanno partecipato migliaia di clienti, tra cui Samsung Electronics, Pearson, Intuit, Siemens, AstraZeneca, FINRA, LifeOmic, Blackfynn e Amazon Alexa.

Per testare il servizio hanno utilizzato Amazon Neptune per creare social network, motori di raccomandazioni, rilevamento di attività fraudolente, grafi della conoscenza, scoperte di farmaci e altro.

Amazon Neptune è progettato appositamente per lo storage e la navigazione di relazioni, permettendo agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di eseguire query al grafo con una latenza di pochi millisecondi.

Il nuovo servizio supporta i modelli di grafi più diffusi Property Graph e RDF di W3C, con i relativi linguaggi di query Apache TinkerPop Gremlin e RDF/SPARQL, offrendo ai clienti la flessibilità di scegliere il giusto approccio basato sul loro utilizzo di database a grafo.

Per molti anni, riporta una nota di Aws, il database relazionale era l’unica opzione disponibile per gli sviluppatori di applicazioni. Sebbene i database relazionali siano ideali per le applicazioni che necessitano di integrità referenziale per dati altamente strutturati, gli odierni sviluppatori necessitano di una varietà di database per soddisfare le esigenze delle applicazioni moderne.

Proprio come alcune applicazioni moderne hanno bisogno di memorizzare petabyte di dati non strutturati, accedervi con latenza inferiore al millisecondo, elaborare milioni di richieste al secondo e scalare per supportare milioni di utenti in tutto il mondo, altri hanno bisogno di capire e navigare rapidamente miliardi di relazioni tra i dati altamente connessi.

Le applicazioni (social, motori di raccomandazione e rilevamento di frodi) che tentano di navigare in queste relazioni utilizzando query SQL richiedono operazioni di join che diventano rapidamente complesse, soggette a errori e lente da eseguire.

I database a grafo stanno diventando più interessanti perché memorizzano le relazioni tra i dati altamente connessi come grafici, consentendo alle applicazioni di interrogare rapidamente queste relazioni.

Tuttavia, molti odierni database open source o community edition non possono offrire le prestazioni, l’affidabilità o la scalabilità dei database commerciali, mentre le opzioni commerciali sono spesso costose o complesse da configurare e gestire.

Ora, con Amazon Neptune, gli sviluppatori possono interrogare i dataset connessi con la velocità e la semplicità di un database grafico, beneficiando allo stesso tempo della scalabilità, sicurezza, durata e disponibilità di un servizio di database grafico gestito AWS.

Il motore di elaborazione delle query di Amazon Neptune è ottimizzato per entrambi i principali modelli di grafo, Property Graph e RDF del W3C, e i linguaggi di query associati, Apache TinkerPop Gremlin e RDF / SPARQL, offrendo la flessibilità di scegliere l’approccio giusto in base al loro grafo specifico caso d’uso.

Inoltre, all’aumentare dei dati, lo storage Neptune si ridimensiona automaticamente, senza tempi di inattività o degrado delle prestazioni.

L'articolo Aws rilascia Amazon Neptune, il database a grafo per il cloud è un contenuto originale di 01net.

5G per la robotica, IIT al lavoro con Ericsson

01net - 4 giugno, 2018 - 08:18

Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno siglato un accordo per svolgere attività di ricerca sull’utilizzo della rete mobile 5G per applicazioni di robotica. L’accordo di collaborazione scientifica, della durata di tre anni, darà il via alla sperimentazione di nuove soluzioni che spaziano dall’Internet of Things (IoT) all’applicazione di robot in ambito ospedaliero e biomedicale.

La collaborazione fra IIT ed Ericsson si basa sull’utilizzo di reti 5G per l’assistenza sanitaria remota per mezzo di dispositivi robotici, come ad esempio robot chirurgici o assistenti sanitari robotici controllati a distanza.

Le sperimentazioni rientrano nel campo della robotica teranostica, che prevede diagnosi e terapia effettuate da remoto e mediate da dispositivi robotici. Per il funzionamento di queste tecnologie è necessaria una connettività avanzata, come quella 5G, che garantisce tempi di risposta immediati, maggiore velocità e capacità per il trasferimento dei dati e estrema affidabilità della rete mobile.

Secondo uno studio dell’Ericsson ConsumerLab, la remotizzazione dell’assistenza sanitaria, l’aumento dei dati sanitari dei pazienti e l’incremento dell’uso dei dispositivi indossabili e dei trattamenti sanitari remoti renderanno il 5G essenziale per la fornitura di servizi affidabili e sicuri.

La collaborazione IITEricsson si sviluppa in questo contesto, per realizzare e testare dispostivi la cui implementazione, ad esempio nella pratica ospedaliera corrente, dipende strettamente dalla tipologia di infrastruttura di rete.

Inoltre, IIT ed Ericsson svilupperanno le tecnologie abilitanti per gli “smart environment”, caratterizzati dalla presenza di oggetti IoT. Il progetto prevede di spostare l’intelligenza dei dispositivi in cloud per ottimizzarne costi e consumi. Questo sarà possibile solo grazie a un’infrastruttura di rete adeguata e ad algoritmi in grado di elaborare grandi quantità di dati.

Da tempo IIT lavora alla creazione di sistemi robotici in grado di assistere e aumentare le capacità dell’utente grazie a nuovi meccanismi e all’ottimizzazione delle interfacce tra uomo e macchina. Le ricadute scientifiche riguardano settori come la chirurgia assistita da robot, la micromanipolazione, l’interazione uomo-robot, i sistemi di assistenza per disabili, le teleoperazioni e l’automazione.

Ericsson e IIT hanno gettato le basi per la realizzazione di laboratori comuni e interconnessi sia presso la collina degli Erzelli, sia nei laboratori di Morego, dove stanno per essere sperimentate le nuove tecnologie 5G al servizio di soluzioni robotiche innovative. Ericsson promuove da sempre la realizzazione di un ecosistema integrato e all’avanguardia per favorire le eccellenze del territorio – ha detto Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia –. Questo accordo conferma il ruolo della Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia quale cerniera tra istituzioni, imprese e mondo scientifico, promuovendo la condivisione di esperienze e lo svolgimento di progetti comuni tra i vari stakeholder nazionali, con l’obiettivo di accelerare il processo di digitalizzazione del nostro Paese”.

L'articolo 5G per la robotica, IIT al lavoro con Ericsson è un contenuto originale di 01net.

Le quattro tecnologie che trasformano la logistica conto terzi

01net - 4 giugno, 2018 - 08:01

Nel mondo di chiama 3PL (third-party logistics) ossia logistica conto terzi, e sta attraversando un periodo di grande crescita, alimentata da aziende che cercano di subappaltare la logistica in aree specializzate in cui hanno meno esperienza e dall’inarrestabile crescita dell’e-commerce, che richiede consegne più rapide e una gestione efficiente dell’inventario.

Il mercato globale della logistica conto terzi è sulla strada per superare i 1.100 miliardi di dollari di fatturato nel 2022, in crescita rispetto agli 800 miliardi di dollari del 2016, secondo la società di ricerca in ambito supply chain Armstrong & Associates. A livello globale, l’Asia-Pacifico è il più grande mercato 3PL, e rappresenta il 38% delle entrate totali 3PL globali.

Lo studio annuale 3PL del 2018 mette in evidenza due tendenze chiave in questo settore: le relazioni sempre più strette tra gli spedizionieri e i fornitori di servizi 3PL e l’importanza delle tecnologie emergenti, tra cui blockchain e automazione.

Oggi i consumatori si aspettano di beneficiare di finestre di consegna sempre più brevi quando acquistano online. Molti rivenditori offrono già consegne entro un giorno, il giorno stesso o quello successivo. L’aumento dei volumi dei pacchi sta determinando cambiamenti nelle reti di distribuzione.

Gli spedizionieri devono potenziare il loro servizio, in particolare a livello dell’ultimo miglio, e utilizzare meglio i dati per ottimizzare i percorsi e migliorare le operazioni.

Massimo Dino Ceresoli, Orange Business Services

Secondo Massimo Ceresoli, Head of Global Services – Southern Europe di Orange Business Services, blockchain, robotica, DevOps e analisi predittiva stanno trasfoemando questo settore, aiutando le aziende a farsi guidare dai dati e a tenere il passo con le aspettative dei clienti.

Blockchain valorizza i dati

Blockchain promette di essere un punto di svolta nel settore logistico, consentendo a spedizionieri e operatori 3PL di ottenere un valore aggiunto dai dati della supply chain.

La bellezza della blockchain è che, ogni volta che un prodotto passa di mano, viene creata una cronologia permanente della transazione che non può essere modificata. La tecnologia migliora la sicurezza perché ogni transazione è convalidata e registrata da una terza parte indipendente e tutte le parti possono accedere a questo libro mastro distribuito che registra le transazioni.

Ciò aiuta a ridurre i ritardi e gli errori umani migliorando sicurezza, trasparenza e governance. Può persino aiutare le aziende a soddisfare i requisiti normativi, offrendo la certezza che non stiano inconsapevolmente utilizzando prodotti vietati come minerali provenienti da zone di guerra, e consentono loro di verificare la provenienza delle materie prime, fornendo prove inconfutabili che la pasta di legno e carta è stata prodotta in modo sostenibile.

La blockchain può anche aiutare a ridurre le contraffazioni nella catena di approvvigionamento farmaceutica, facendo luce su grossisti e confezionatori poco regolamentati e sulle farmacie online.

Tra coloro che hanno preso parte allo studio sulla logistica conto terzi 2018, il 65% degli operatori 3PL ha dichiarato di essere interessato al potenziale della blockchain per fornire visibilità sulle catene di approvvigionamento del prodotto e per la condivisione dei dati. Ci sono, tuttavia, dei problemi aperti con blockchain che devono essere risolti – incluso lo sviluppo e la governance della condivisione dei dati in blockchain per conformarsi alle normative sulla privacy e sulla sicurezza dei dati globali

Potere ai robot

I robot sono già ampiamente utilizzati nelle linee di assemblaggio in tutto il mondo e stanno entrando sempre più nella forza lavoro della logistica, guidati dalle esigenze di selezione dei prodotti nel settore dell’e-commerce. 620.000 nuovi robot saranno impiegati ogni anno in attività di magazzino e logistica entro il 2021 rispetto ai 40.000 del 2016, secondo la società di ricerche di mercato Tractica.

Ad esempio, DK Fulfillment e Intelligent Robots stanno sperimentando un sistema di trasporto robotizzato intralogistico presso l’impianto 3PL di DKF nel Regno Unito. Una volta che gli operatori hanno prelevato gli ordini, questi vengono consegnati in una zona di prelievo designata, dove il robot porta il carrello nell’area di spedizione, risparmiando tempo e aumentando l’efficienza.

DHL ha anche testato con successo i robot nel magazzino della sua supply chain a Umna, in Germania. I robot seguono i raccoglitori attraverso il magazzino, occupandosi di sollevare i carichi pesanti e scaricando gli ordini. Questo può aiutare a ridurre il rischio di infortuni sul lavoro e migliorare la produttività e il benessere dei dipendenti.

Nuove applicazioni, nuovi dati

Portando i team di sviluppo software e quelli IT a collaborare utilizzando metodologie DevOps agili, diventa possibile accelerare la consegna di nuove applicazioni per affrontare le sfide logistiche che il futuro riserva.

Per May Chew, CIO di APL Logistics, che sta attualmente prendendo in considerazione DevOps, I clienti vogliono le cose in fretta e se il business si sta muovendo velocemente, la tecnologia deve muoversi ancora più velocemente.

Transnet, che gestisce una società di logistica merci integrata in Sud Africa, ha collaborato con Microsoft per implementare un processo DevOps end-to-end che aiuterà a ridurre i costi di consegna dei prodotti e creare soluzioni IoT scalabili che la aiuteranno a essere più efficiente.

L’analisi predittiva sta aiutando a migliorare la visibilità della supply chain per gli operatori 3PL, consentendo alle aziende di raccogliere e analizzare i dati per prendere decisioni gestionali informate. Le funzionalità predittive consentono agli operatori 3PL di gestire, ad esempio, gli schemi di traffico, le condizioni meteorologiche e le tempistiche dei porti.

Nello studio sulla logistica conto terzi del 2018, circa due terzi degli operatori 3PL hanno affermato di avere già investito o di avere l’intenzione di investire nell’analisi dei big data. Sorprendentemente, solo il 4% di loro ha dichiarato di investire nella digitalizzazione e nell’automazione per raccogliere e analizzare i dati, anche se riconoscono che l’uso efficace dei big data sarà fondamentale per la supply chain del futuro.

Le aziende 3PL stanno già utilizzando l’analisi predittiva a proprio vantaggio. C.H. Robinson Worldwide, ad esempio, analizza i dati storici dei clienti con tecnologie di intelligenza artificiale per esaminare le minacce alla supply chain, come attacchi informatici, interruzioni del traffico o condizioni meteorologiche estreme, per prendere decisioni rapide su come evitare i problemi.

Logistica conto terzi nel futuro

I clienti desiderano sempre più collaborare con i loro operatori 3PL a lungo termine. Processi 3PL efficienti e precisi che supportano i servizi 24/7 sono ormai essenziali. Questo spinge l’adozione di nuove tecnologie di collaborazione e comunicazione. Quando i sistemi di gestione della logistica basati su cloud e su IoT comunicano tra loro, i dati si trasformano in informazioni fruibili a valore aggiunto, che aumentano la visibilità e massimizzano la produttività.

Le informazioni proattive possono contribuire a definire una pianificazione avanzata e a prendere decisioni strategiche per ridurre al minimo le interruzioni. L’aumento della comunicazione e della collaborazione tra tutte le parti all’interno della supply chain migliora la capacità di pianificare ed eseguire spedizioni, offrendo come risultato un processo decisionale di livello superiore.

Gli operatori 3PL più intelligenti saranno quelli in grado di utilizzare gli sviluppi tecnologici per fornire servizi a valore aggiunto, come ad esempio l’elaborazione dei resi e la gestione dell’inventario, per differenziarsi dalla massa in un mercato estremamente competitivo.

 

L'articolo Le quattro tecnologie che trasformano la logistica conto terzi è un contenuto originale di 01net.

Mediaset Premium: i canali cambiano frequenza e scompaiono quelli HD

01net - 1 giugno, 2018 - 16:04

Mediaset ha comunicato ai clienti del servizio Premium che dall’1 giugno è stato modificato l’ordine dei canali a causa di variazioni operate sulle frequenze. Quindi per continuare a vedere tali canali è necessario risintonizzare il TV o il decoder. Con tutta probabilità il motivo va ricercato nell’imminente arrivo dei nuovi canali Sky, che come si sa, occuperanno parte delle frequenze di Mediaset Premium a partire dal 5 giugno.

La notizia che però più desta l’attenzione è che, per ottimizzare il servizio offerto (così si legge nella comunicazione ufficiale), alcuni canali, tra cui i +24, non sono più visibili e i canali HD sono ora disponibili solo in definizione standard. In pratica, Mediaset Premium perde l’attrattiva più di richiamo che gli era rimasta, ovvero la visione in HD. Che ripercussione potrà avere questa notizia sugli utenti? Ma, soprattutto, come influirà sul futuro del servizio?

Qualità video in controtendenza

Impoverire la qualità video dei contenuti in un periodo in cui la tendenza è esattamente l’opposto sembra indicare che Mediaset non giudichi più strategica l’evoluzione tecnologica di Premium. E forse il digitale terrestre, con le tecnologie attuali, non ha concesso molte alternative. Se a ciò si aggiunge che era già venuto a mancare uno dei fattori di maggiore interesse, ovvero il calcio, e che i film sono disponibili anche su Sky e le serie Tv lo saranno entro qualche giorno, l’offerta Premiun ha perso tutto l’appeal dell’esclusività che aveva sino a qualche tempo fa. Con le armi che rimangono è davvero difficile contrastare una concorrenza, sempre più agguerrita e che fa della vastità dell’offerta e della qualità delle immagini i propri cavalli di battaglia.

Premium potrebbe aver imboccato una strada in declino da cui potrebbe non uscirne più.

Comunque sia, qui di seguito potete trovare la nuova numerazione dei canali di Mediaset Premum.

E mentre Mediaset impoverisce l’offerta Premium, Sky dà notizia dell’arricchimento dei propri pacchetti con nuove serie Tv. E questo grazie proprio ad altri canali Mediaset Premium. Arriva infatti la conferma che dal 4 giugno saranno integrati nell’offerta Sky Famiglia i canali Premium Joy, Premium Action HD e Premium Stories HD. Mentre il pacchetto Sky Tv vede l’aggiunta di Premium Crime HD.

Chi è già abbonato ai pacchetti Sky Famiglia e Sky Tv potrà vedere i nuovi canali gratuitamente, senza alcun aumento della spesa mensile.

L'articolo Mediaset Premium: i canali cambiano frequenza e scompaiono quelli HD è un contenuto originale di 01net.

Xiaomi Mi 8, smartphone dalle grandi capacità

01net - 1 giugno, 2018 - 09:07

Xiaomi ha presentato la nuopva gamma di smartphone Android Mi 8, nel corso di un evento tenuto a Shenzhen, in Cina.

Al modello flagship Mi 8 “standard” si affianca la variante Mi 8 Explorer Edition, con ulteriori funzionalità avanzate. Un gradino al di sotto, come caratteristiche, prezzo e dimensioni del display, si colloca il modello Mi 8 SE.

Xiaomi Mi 8 è dotato di un display AMOLED Samsung da 6,21 pollici con risoluzione FHD+. Lo schermo presenta un aspect ratio da 18,7:9 e un rapporto screen-to-body dell’86,68%.

Anche il Mi 8 è caratterizzato dal notch, la tacca “scavata” nella parte superiore dello schermo, come su iPhone X. Una soluzione che divide gli utenti, in quanto a gradimento. Lo smartphone è inoltre dotato di un pannello posteriore in vetro ricurvo ai lati e di un telaio in alluminio.

Xiaomi Mi 8

Lo smartphone è potenziato dal processore Snapdragon 845 di Qualcomm, dotato di motore AI e della GPU Adreno 630. Il comparto fotografico si basa sulla doppia fotocamera posteriore da 12 MP.

La fotocamera frontale è da 20 MP. Funzioni software basate sull’intelligenza artificiale coadiuvano la controparte hardware per l’ottimizzazione delle immagini.

Per quanto riguarda il Mi 8 Explorer Edition, questo è il primo device Android con lo sblocco facciale 3D.

È anche il primo smartphone a utilizzare una tecnologia di impronte digitali sensibile alla pressione nel display.

La Explorer Edition ha anche una funzione che permette agli utenti di creare emoji animati basati sulle espressioni facciali. Un’opzione che, anch’essa, ci ricorda le animoji di iPhone X. Il Mi 8 Explorer Edition si differenzia anche per la finitura speciale.

Il “fratello minore” è dedicato a coloro che preferiscono un smartphone dalle dimensioni più piccole. È dotato di un display AMOLED da 5,88 pollici e di un SoC Snapdragon 710, più prestante ed efficiente rispetto allo Snapdragon 660.

Xiaomi ha anche presentato MIUI 10, l’ultima versione del sistema operativo proprietario costruito attorno al kernel Android.

Sul versante hardware l’azienda ha svelato anche il fitness tracker Mi Band 3, dotato di un ampio schermo touch OLED.

Così come il Tv LED Mi TV 4 da 74 pollici, con supporto 4K HDR e per l’assistente vocale Xiao Ai.

E infine un headset VR standalone sviluppato in collaborazione con Oculus.

L'articolo Xiaomi Mi 8, smartphone dalle grandi capacità è un contenuto originale di 01net.

Abbigliamento smart: il vestito si trasforma in un hard disk

01net - 1 giugno, 2018 - 08:35

L’ abbigliamento sta diventando un terreno di sviluppo per le nuove tecnologie. E non stiamo parlando di wearable, ma di altre innovazioni come il tessuto che cambia colore con un colpo di smartphone.

Altra innovazione è quella che arriva dai ricercatori dell’Università di Washington che stanno cercando di memorizzare i dati direttamente sui capi di abbigliamento.

I ricercatori hanno scoperto un modo per memorizzare i dati direttamente nei vestiti attraverso l’utilizzo di un tessuto intelligente. E i vestiti in questo modo possono essere utilizzati come fossero un disco rigido.

Un filo di piombo magnetizzato, già presente nei guanti compatibili con touch screen, è attualmente in uso per i test. I dati sono codificati in una striscia di filettatura ricamata magnetizzata e le direzioni nord e sud sono programmate con un magnete.

I dati vengono quindi decodificati e letti utilizzando un magnetometro come quelli integrati negli smartphone.

Le parti non magnetizzate del filo separano i simboli per evitare interferenze. Per testare la tecnologia, gli ingegneri hanno memorizzato la password per una porta sicura in un pezzo di tessuto magnetizzato cucito direttamente sulla manica di una normale t-shirt.

Sfiorando la maniglia contro l’interfaccia della porta si sblocca.

La tecnologia funziona senza elettricità, a differenza degli attuali indumenti collegati, che possono essere utilizzati, ad esempio, per misurare le prestazioni sportive.

Questo è un grande vantaggio, perché l’elettricità nei vestiti è un problema per il lavaggio o in caso di pioggia.

Adesso i ricercatori di Washington stanno cercando di creare campi magnetici più forti per memorizzare più dati.

Una volta completata, questa tecnologia potrebbe anche rivoluzionare la memorizzazione dei dati.

L'articolo Abbigliamento smart: il vestito si trasforma in un hard disk è un contenuto originale di 01net.

Come capire il proprio livello di digital transformation

01net - 1 giugno, 2018 - 08:28

Si chiama Yow, acronimo di You On Web ed è la nuova soluzione messa a punto dalla milanese Radar per facilitare l’ingresso delle Pmi italiane nel mondo digitale.

Recenti studi dicono che solo il 7% delle aziende è realmente full digital. Molte realtà imprenditoriali, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, sono ancora frenate da una sorta di timore riverenziale verso il nuovo e da una consequenziale reticenza ad abbandonare meccanismi e modelli consolidati.

Yow nasce per accompagnare verso la digitalizzazione tutte le realtà imprenditoriali, qualsiasi sia l’ambito di riferimento, e per verificare (prima) e ottimizzare (poi) il loro posizionamento online. Il presente del business vive su Internet e per qualsiasi impresa le logiche del Web sono ormai fattori imprescindibili. In termini di visibilità, interazione con i clienti, opportunità di e-commerce e networking, essere online è condizione necessaria per approcciare i mercati. Ma la vera chiave di successo è riuscire a distinguersi nel mare della Rete.

Yow fornisce una radiografia sulla digital position delle Pmi (qualità del sito, presenza sui social network, visibilità sui motori di ricerca, coerenza della brand awarness) misurandone l’efficacia in modo semplice e tempestivo.

Entro 24 ore tutte le web-performance vengono schematizzate e valutate con un voto che permette un paragone immediato fra il posizionamento/rendimento attuale e quello reputato ottimale. Un vero e proprio ‘Radar check-up’ che offre una ricetta in pillole per riuscire a comunicare online in maniera corretta e davvero proficua.

A differenza di altre soluzioni, Yow non è basata solo su algoritmi matematici, ma lascia spazio anche alla componente umana, in un mix di tecnologia e professionalità. Spetta infatti a una persona fisica (uno specialista digitale Radar appositamente formato) interpretare i dati rilevati.

Il tutto, per un periodo di tempo limitato, a costo zero. In questa fase di lancio la soluzione viene infatti proposta gratuitamente.

I cinque elementi del digital positioning

YOW accompagna passo dopo passo le Pmi lungo il cammino della Digital Transformation e permette di comprendere dove è necessario intervenire per migliorare l’efficacia dei processi di comunicazione in Rete a supporto delle attività quotidiane.

Le analisi predisposte dai digital specialist Radar sono di immediata lettura ed esprimono con chiarezza il livello di usabilità del sito aziendale e l’efficacia delle strategie social. Viene infatti assegnato un voto che permette di valutare in maniera lampante e inconfutabile una serie di  indicatori:

  • Web Quality – per verificare se il sito riflette in maniera esaustiva le skill dell’azienda, se viene visualizzato correttamente sui dispositivi mobili, se è costantemente aggiornato e se attira realmente l’attenzione dei visitatori
  • Social Presence – per comprendere se l’azienda è presente sui social network più adatti e se i messaggi utilizzati sono davvero i più congeniali per rafforzare i rapporti con il pubblico di riferimento e coinvolgere nuovi potenziali clienti;
  • Web Presence – per scoprire se il sito ha realmente tutti i requisiti necessari per essere trovato velocemente da chi naviga in Rete (indicizzazione per parole chiave e ottimizzazione SEO);
  • Digital Brand Awareness – per fotografare la brand reputation dell’azienda e scoprire come e quanto l’azienda è realmente conosciuta e apprezzata sul web;
  • Google Visibility – per incrementare e qualificare la visibilità del proprio sito posizionandolo ai primi posti sui motori di ricerca.

 

L'articolo Come capire il proprio livello di digital transformation è un contenuto originale di 01net.

Filiera delle uova da gestire con blockchain

01net - 1 giugno, 2018 - 08:21

Great Eggspectations!, è la call for ideas lanciata da Seeds&Chips in partnership con Coop e Ibm, per utilizzare i criteri di blockchain nella filiera delle uova.

La produzione e la filiera delle uova sono tra le più vitali nel sistema alimentare globale, ma anche tra le più vulnerabili. Le recenti minacce in tutta Europa hanno infatti sollevato, sia per le imprese che per i consumatori, la necessità di individuare nuovi principi di responsabilità e trasparenza lungo tutta la catena di produzione e distribuzione.

La blockchain, in questo senso, sta aprendo un mondo di opportunità che offriranno un enorme vantaggio competitivo sostenibile, in ogni settore e filiera di appartenenza.

La Call coinvolge Seeds&Chips, Coop e Ibm, rispettivamente l’ecosistema sul FoodTech per eccellenza, il più grande retail su larga scala e il leader delle innovazioni per il mondo del business. Alla base dell’iniziativa, la strada comune da percorrere verso una filiera delle uova più trasparente e autentica, per avere accesso informazioni sicure su ciò che acquistano e mettono in tavola.

Lo scopo della Call è individuare le migliori soluzioni con tecnologia blockchain in vari ambiti: monitoraggio della catena di distribuzione; agricoltura; tracciabilità; retail innovation; big data e monitoraggio di precisione.

Mentre i progetti presentati dovranno appartenere alle seguenti categorie: retail su larga scala; mercati locali; sistemi integrati.

C’è tempo fino al 15 luglio per presentare progetti e soluzioni e ridisegnare la filiera delle uova.

In premio, la possibilità di sviluppare il progetto con la filiera Coop utilizzando la totalità di servizi Cloud Ibm (inclusi Watson IoT, Blockchain e Cognitive Computing) con un credito di utilizzo gratuito fino a 120.000 euro. Il vincitore sarà proclamato il 30 settembre.

Gabriele Tubertini, Direttore Sistemi Informativi e Organizzazione di Coop Italia vede nella blockchain «l’opportunità di dare al consumatore un’informazione ancor più trasparente e capillare sulla filiera delle uova, usando l’innovazione tecnologica come veicolo di coinvolgimento responsabile di tutti gli attori della catena produttiva».

L'articolo Filiera delle uova da gestire con blockchain è un contenuto originale di 01net.

Homepal, valutazione immobili con i big data

01net - 1 giugno, 2018 - 08:19

Homepal innova il settore del real estate aggiungendo alla sua piattaforma online alcune novità, grazie alle quali gli utenti avranno a disposizione più informazioni sugli immobili.

Un nuovo strumento permette di valutare gli immobili in maniera accurata grazie ai big data, che analizzano e incrociano le caratteristiche dell’immobile fornite dal cliente (indirizzo, metri quadrati, data ristrutturazione, piano), luminosità e panoramicità, i dati ufficiali forniti dal Ministero delle Finanze e l’Indice di Qualità Homepal, che analizza il contesto dell’immobile, focalizzandosi su età degli edifici circostanti, vicinanza ai mezzi pubblici, presenza di italiani e stranieri, dati di compravendite e affitti e prezzi richiesti da altri proprietari nella zona per immobili simili.

Lo strumento restituisce all’utente un’unica cifra a differenza di altri mezzi di valutazione online che forniscono una forbice di prezzo anche molto ampia e per ciò stesso di difficile utilizzo.

Fondata nel 2014 da Andrea Lacalamita, Fabio Marra, Monica Regazzi e da un gruppo di imprenditori la piattaforma Homepal permette di trovare casa senza avvalersi di un intermediario: dall’inserimento dell’annuncio alla firma dei documenti, mette a disposizione servizi a valore come il notaio, le certificazioni, l’assicurazione sulle transazioni. In Homepal sono pubblicati circa 90.000 annunci, distribuiti in tutta Italia, con oltre 150.000 utenti registrati.

La cifra può puoi essere modificata manualmente abbassandola (per esempio, sapendo che l’immobile necessita di lavori di ristrutturazione) o alzandola (per esempio, se la casa ha rifiniture di prestigio).

Oltre al tool gratuito per la valutazione, completamente gratuito, l’utente può acquistare altri due servizi correlati.

Il Price Monitor permette di vedere i prezzi che richiedono i proprietari nella zona per immobili con caratteristiche simili. L’utente ottiene un documento PDF con la lista delle case in vendita o in affitto simili alla sua e i dettagli di prezzo al mq, tempo di permanenza sul mercato e link al relativo annuncio anche su un altro portale, tutte le spiegazioni su come è stato calcolato il prezzo suggerito da Homepal e dettaglio del contesto in cui si trova l’immobile (vicinanza ai trasporti, composizione socio-demografica della zona, rete stradale, edifici).

Il Sale Speed consente di scoprire come si modificano i tempi di vendita al variare del prezzo. La stima si basa sui dati di compravendita degli ultimi 6 mesi relativi agli immobili simili nella zona. In questo casa l’utente avrà a disposizione un’interfaccia interattiva, dove potrà aumentare o diminuire il prezzo suggerito da Homepal e vedere quanto cambia il tempo di vendita.

Ultima novità,è l’explorer della zona, inserito sotto ogni annuncio presente su Homepal.it: si può vedere in modo intuitivo i tipi di trasporto presenti e la loro distanza dall’immobile (dagli autobus, ai porti e aeroporti), la composizione socio-demografica della popolazione (quanti italiani, quanti stranieri e di che nazionalità), la rete stradale (autostrade, tangenziali, strade secondarie) e la tipologia degli edifici circostanti.

L'articolo Homepal, valutazione immobili con i big data è un contenuto originale di 01net.

Copywriting e Neuroni Specchio nella scrittura persuasiva

Petrucci - 1 giugno, 2018 - 08:10
Copywriting Quantistico e Neuroni Specchio

In che modo è possibile sfruttare i Neuroni Specchio per creare messaggi e comunicazioni efficaci?

Come le immagini possono innescare emozioni nella mente di chi legge ed indurre le persone a scegliere noi?

È possibile vendere di più grazie ai Neuroni Specchio applicati al Copywriting?

Ne parlo in questa video intervista condotta dal bravissimo Giuseppe Franco, che a proposito di Neuroni Specchio, sembra proprio… me!

GDPR, decisori IT convinti dell’utilità

01net - 1 giugno, 2018 - 08:07

Una ricerca di NetApp ha evidenziato che i decision maker IT negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania ritengono che la conformità al GDPR sia positiva in termini di vantaggio competitivo.

Ma mentre quasi la metà (44%) crede che l’aderenza al regolamento entrato il vigore il 25 maggio migliorerà la propria posizione competitiva, le aziende pronte sono meno: il 63% afferma che la propria infrastruttura dati è pronta per i requisiti di crittografia dei dati personali imposta dal GDPR, ma il 61% non è ancora pronto per l’anonimizzazione dei dati personali.

I risultati della ricerca dimostrano comunque che negli ultimi due anni è stato ottenuto un alto livello di preparazione.

A livello globale, le speranze di una maggiore competitività grazie al GDPR sono elevate.

Tuttavia, le prospettive regionali sono più polarizzate, con gli Stati Uniti che mostrano il maggior ottimismo e gli intervistati del Regno Unito che esercitano maggiori cautele.

Quasi i due terzi (65%) degli intervistati statunitensi dichiarano di ritenere che la conformità al GDPR migliorerà la propria posizione rispetto ai competitor. Lo stesso succede in Francia e Germania, dove il 42% e il 36% delle aziende è d’accordo.

Al contrario, i dati del Regno Unito evidenziano una prospettiva più pessimista, con solo il 30% delle imprese che afferma che il GDPR potrebbe migliorare la propria posizione competitiva.

Globalmente, la percentuale media di intervistati che ritiene che GDPR non offrirà alcun vantaggio competitivo è del 6%.

La conformità al GDPR si basa su un complesso insieme di requisiti, che influenzeranno le aziende in modo diverso. I risultati dell’indagine mostrano che due degli elementi più comunemente citati – l’anonimizzazione e la capacità di informare le autorità di una violazione dei dati entro 72 ore – sono attualmente i parametri meno rispettati dalle imprese, mentre la possibilità di crittografare i dati è uno dei requisiti per cui le imprese sono più pronte:

Oltre la metà (58%) delle imprese tedesche non soddisfa il requisito dell’anonimizzazione dei dati personali. Nel frattempo, il 61% delle imprese negli Stati Uniti, il 66% nel Regno Unito e il 69% delle imprese francesi non dispongono ancora dell’infrastruttura adeguata per garantire l’anonimato.

Analogamente, quasi i due terzi (il 65%) delle imprese tedesche non sono pronti a soddisfare il requisito di notifica di una violazione entro 72 ore e lo stesso vale per il 55% degli intervistati negli Stati Uniti e il 54% nel Regno Unito.

Le aziende si comportano invece meglio quando si tratta di crittografare i dati personali. Oltre i due terzi (69%) delle aziende del Regno Unito sono pronti per la crittografia e lo sono anche il 64% delle imprese negli Stati Uniti, il 63% in Francia e il 57% delle imprese tedesche.

L'articolo GDPR, decisori IT convinti dell’utilità è un contenuto originale di 01net.

Sicurezza, negli stadi vince la tecnologia smart

01net - 1 giugno, 2018 - 08:01

Dalle Olimpiadi invernail in Corea del Sud ai Mondiali di calcio in Russia, gli eventi sportivi sono un campo di applicazione delle tecnologie per la sicurezza di persone e strutture.

Alcuni stadi possono ospitare anche fino a 100.000 spettatori a seconda della città e dell’avvenimento e, in situazioni del genere, il numero di persone, il controllo agli ingressi e tifosi turbolenti rappresentano sfide davvero uniche da fronteggiare.

In questo contesto, l’ottimizzazione della struttura, dal miglioramento di comfort e sicurezza a progettazione e tecnologia sostenibili, può portare benefici a esperienza e sicurezza del pubblico.

Francesco Giaccio, amminisrtratore delegato JCI Italia

Secondo Francesco Giaccio, presidente e amministratore delegato di Johnson Controls Italia anziché focalizzarsi su una singola tecnologia per la gestione delle problematiche legate alla sicurezza, è importante implementare un processo in grado di conciliare esigenze tecnologiche a 360° con i risultati che si desidera raggiungere, per dare vita a uno stadio dotato di tutti i requisiti di sicurezza nel più breve tempo possibile.

La creazione di una struttura smart, che rispetti cioè gli obiettivi energetici, tecnologici, di sicurezza e operativi, inizia con la collaborazione tra il committente e i team di progettazione e costruzione.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, è importante che l’approccio adottato soddisfi tutte le esigenze e consenta di prendere decisioni sulla base di dati relativi a connettività, sicurezza e interoperabilità.

Con una particolare attenzione ai dettagli durante le prime fasi di progettazione, spiega Giaccio, è possibile evitare le insidie ​​legate alla connettività e soddisfare le esigenze di sicurezza dello stadio. Riconoscendo i vantaggi di un approccio olistico e collaborativo, è prassi abbastanza comune tra il committente e i vari team, quella di individuare un unico responsabile tecnologico già nelle prime fasi del processo.

Esistono in tal senso best practice per la gestione di progettazione, installazione e integrazione di complessi sistemi da installare negli edifici che consentono di risparmiare tempo, ridurre rischi e costi operativi, garantendo nel contempo che la tecnologia venga implementata e integrata nel modo più funzionale e corretto possibile.

I trend di sicurezza degli stadi

Una soluzione di gestione video scelta a livello nazionale consentirebbe al personale dello stadio e alle forze dell’ordine locali di condividere video critici e specifiche visualizzazioni con telecamere in tutta la città e nello stadio, permettendo di monitorare sistemi indipendenti separati come se fossero un unico sistema virtuale.

Una recente tendenza, rileva Giacico, rappresentata dall’integrazione dei sistemi di sicurezza pubblica con telecamere di terze parti, incentiva enti privati e pubblici a unire le forze nell’obiettivo di ottenere maggiore sicurezza, intelligenza ed efficienza. Questo tipo di approccio e relative tecnologie consentono alle forze dell’ordine e alle aziende locali di collaborare per rendere più sicure e protette le loro comunità.

I sistemi di sicurezza odierni includono tecnologie integrate di controllo accessi e gestione video in grado di interagire con più fonti di informazioni critiche in maniera geo-spaziale tra cui feed dei social media, sistemi di identificazione automatica (AIS), riconoscimento della targa (LPR), feed relativi a meteo e traffico in tempo reale, rilevamento degli spari, riconoscimento facciale e altri dati legati a reati e incidenti.

Questo tipo di integrazione garantisce al personale di sicurezza la consapevolezza necessaria per reagire in tempi brevi a incidenti potenzialmente pericolosi e prevenire accessi non autorizzati.

L'articolo Sicurezza, negli stadi vince la tecnologia smart è un contenuto originale di 01net.

News

News

Fatturazione elettronica dal 31 marzo 2015

Posta elettronica certificata

Arxivar 4.5

Rilasciata la versione 4.5. - Nuova interfaccia grafica e nuove funzionalità.

XIII Forum Pluribus: nasce il nuovo Sigla Ultimate

La nuova versione del gestionale in stile Enterprise 2.0 è stata annunciata il 3 aprile 2009