Notizie, novità, approfondimento.

Errore

  • strict warning: Non-static method view::load() should not be called statically in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/views.module on line 879.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_validate() should be compatible with views_handler::options_validate($form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 589.
  • strict warning: Declaration of views_handler_filter::options_submit() should be compatible with views_handler::options_submit($form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/handlers/views_handler_filter.inc on line 589.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_style_default::options() should be compatible with views_object::options() in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_style_default.inc on line 25.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_validate() should be compatible with views_plugin::options_validate(&$form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 135.
  • strict warning: Declaration of views_plugin_row::options_submit() should be compatible with views_plugin::options_submit(&$form, &$form_state) in /srv/www/ttsoft/sites/sbw.ttsoft.biz/public/sites/all/modules/views/plugins/views_plugin_row.inc on line 135.

Il nuovo algoritmo di Google che cambierà il Seo

01net - 17 maggio, 2018 - 08:45

Google Research ha pubblicato un documento di ricerca che descrive un nuovo algoritmo che propone un nuovo modo di rispondere alle richieste degli utenti. Se in futuro questo algoritmo verrà implementato, cambierà ulteriormente l’influenza dei tradizionali fattori di ranking per determinare ciò che viene classificato.

Il documento è intitolato “Ask the right questions: Active question reformulation with reinforcement learning” esamina un modo per riformulare le query e poi presentarle a un motore di classificazione.

La novità è che questo è un algoritmo di apprendimento automatico che utilizza il Reinforcement learning approach. Inoltre non ha alcuna conoscenza di come funziona il sistema di classificazione. Questo nuovo algoritmo utilizza un sistema di apprendimento che riformula la query dell’utente, ponendo al motore molte domande, quindi scegliendo le risposte migliori tra le diverse serie di risposte.

Sarà l’algoritmo del futuro per Google?

In pratica l’utente pone la domanda, l’algoritmo di apprendimento automatico (agente) la riformula in più domande e le sottopone all’algoritmo di classificazione. L’algoritmo di ranking restituisce una serie di risultati e l’agente sceglie la risposta migliore.

“Di fronte a esigenze informative complesse – dicono a Mountain view -, gli esseri umani superano l’incertezza riformulando le domande, rilasciando ricerche multiple e aggregando le risposte. Ispirati dalla capacità dell’uomo di porre le domande giuste, presentiamo un agente che impara a svolgere questo processo per l’utente”.

L’algoritmo è una visualizzazione di un metodo di apprendimento automatico chiamato Reinforcement learning. Questi tipi di algoritmi sono  stati utilizzati per imparare a giocare a Go e possono giocare a videogiochi come Doom.

Questo particolare è interessante per il Seo perché mostra come un algoritmo può sedersi tra un utente e l’algoritmo di ranking regolare e prendere le decisioni. Quindi, invece di decidere cosa visualizzare nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (Serp) sta prendendo le decisioni.

Una classificazione di questo tipo è una deviazione da come la comunità Seo tradizionalmente crede che i motori di ricerca classifichino le pagine web. La comprensione tradizionale è che fattori di ranking come link, testo nel tag del titolo, testo di ancoraggio e altri fattori di ranking sono i fattori decisivi per ciò che viene classificato da uno a dieci nei risultati di ricerca.

I link non sono più il fattore decisivo

Fattori come i link sono un importante fattore di ranking. Ma con questo tipo di algoritmo, i link contribuiscono a ciò che le pagine web saranno considerate per il ranking, ma non sono il fattore decisivo.

È compito di un altro algoritmo prendere quei set di pagine e decidere quali pagine rispondere alla domanda migliore.

Avete mai visto una pagina web con meno link in classifica rispetto alle altre pagine con più link? È probabile che ci sia un algoritmo tra l’utente e l’algoritmo di ranking che sta decidendo che un certo tipo di sito è una risposta migliore.

L’algoritmo di ranking non è più il decisore di quali siti saranno tra i primi dieci. Questo è il motivo per cui gli studi sui fattori di classificazione che aggregano milioni di risultati di ricerca potrebbero non essere accurati. Gli studi sui fattori di ranking presuppongono che i fattori di ranking siano responsabili dei primi dieci risultati. Ma i fattori di ranking non sono sempre determinanti per la classifica dei primi dieci. Ecco perché gli studi sui fattori di classificazione possono essere inaffidabili.

Anche se questo specifico algoritmo potrebbe non essere attualmente in uso, ci sono altri algoritmi già in uso che svolgono una funzione simile, mettendo da parte i risultati dell’algoritmo di ranking e riclassificando i Serp utilizzando fattori che non sono fattori di ranking. Ad esempio, Google ha un brevetto per riselezionare i risultati di ricerca chiamato, Ranking risultati di ricerca che menziona l’uso di un motore di modifica.

Riordinare i risultati della ricerca non è un’idea nuova. Microsoft ha pubblicato un documento di ricerca sulla riclassificazione dei risultati di ricerca già nel 2005, in un documento intitolato “Miglioramento dei risultati di ricerca sul Web tramite Affinity Graph“.  Lo scopo di tale algoritmo era quello di servire in modo più accurato l’intento dell’utente per query di ricerca vaghe.

Questo può influenzare il Seo in futuro e il risultato potrebbe essere una maggiore enfasi sulla soddisfazione delle intenzioni degli utenti. Questo è il tipo di miglioramento che si chiama migliorare la pertinenza.

L'articolo Il nuovo algoritmo di Google che cambierà il Seo è un contenuto originale di 01net.

I marketplace in rete dove si comprano gli algoritmi

01net - 17 maggio, 2018 - 08:14

Mancano esperti di intelligenza artificiale, manca chi sia in grado di realizzare algoritmi per le soluzioni delle aziende. Lo skill shortage è un problema serio, ma le aziende non possono frenare la loro corsa verso quelli che sono diventati strumenti di innovazione per le aziende. E allora l’unica possibilità è di comprare gli algoritmi.

In rete, infatti, si sono sviluppati alcuni siti che mettono in vendita queste preziose creazioni. Si tratta di Quantiacs (un trading system), PrecisionMapper e Algorithmia, considerato forse il più ricco con un’offerta di oltre cinquemila algoritmi.

Analisi semantica, traduzione automatica, riconoscimento dei modelli, analisi delle sensazioni. Algorithmia offre un’ampia varietà di modelli di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico dal mondo accademico. Il MIT e le università di Austin, Berkeley, Tokyo, Toronto e Washington sono tra i suoi contributori più famosi.

Algorithmia condivide le conoscenze

Fondata da Diego Oppenheimer, ceo dell’azienda con un master in business intelligence ed esperienze su sui prodotti di analisi dei dati di Microsoft e da Kenny Daniel, direttore tecnico con tesi di dottorato sull’Ia prima di sviluppare algoritmi per applicazioni di riconoscimento delle immagini, l’azienda nasce da una frustrazione che Diego Oppenheimer dettaglia in un proprio blog post. Storicamente, gli specialisti di data intelligence lavorano nel proprio angolo per progettare algoritmi senza condividere le loro conoscenze.

Partendo da questa osservazione, Algorithmia propone uno spazio comunitario in cui raccogliere algoritmi messi a disposizione da altri. Attraverso un’Api, la piattaforma permette di testarli ed eseguirli direttamente in un’applicazione in fase di sviluppo. Non c’è bisogno di informarsi sui diritti associati o sull’ambiente di runtime (librerie, compilatori). La piattaforma converte il codice nel linguaggio di programmazione di destinazione: Go, Java, JavaScript, Python, R, Ruby, Rust, Scala…

Una promessa che ha sedotto gli sviluppatori, ma anche gli investitori. Nell’agosto 2014, Algorithmia ha raccolto 2,4 milioni di dollari da Madrona Venture e altri quattro fondi. Nel giugno 2017, la startup americana ha riaperto i battenti raccogliendo 10,5 milioni di dollari dai suoi investitori storici, ma anche dal nuovo fondo di Google dedicato all’intelligenza artificiale. Non male per un’azienda che, tra le sedi di Seattle e Washington e la sua rappresentanza commerciale, conta una trentina di dipendenti.

La piattaforma valuta la propria offerta in base alla durata di utilizzo degli algoritmi (10 000 secondi di tempo di calcolo vengono addebitati 1 dollaro). A questo può essere aggiunto un costo richiesto dal progettista dell’algoritmo. Algorithmia offre due modalità di hosting, all’interno della sua infrastruttura o su un terzo ambiente. In questo secondo caso, può essere un server installato a casa dell’utente (on-premise), o un cloud privato o pubblico.

Per professionalizzare la propria offerta, lo scorso novembre Algorithmia ha lanciato Ai Layer. In un approccio DevOps, questo ambiente software consente alle aziende di automatizzare l’implementazione di modelli di intelligenza artificiale e apprendimento automatico nella lingua di loro scelta e di creare un portfolio.

Oltre a Quantopian o Quantiacs, Algorithmia compete anche con i mercati dei principali fornitori pubblici di cloud. Ad esempio, Microsoft Azure offre servizi cognitivi chiavi in mano sul suo mercato. Anche se si posiziona in modo diverso, il concorrente più serio di Algorithmia è Kaggle, acquisita da Google nel marzo 2017.

Fondata nel 2010, questa start-up australiana è la più grande comunità mondiale di scienziati dei dati. Più di 800.000 esperti di dati utilizzeranno la sua piattaforma per esplorare e testare gli ultimi sviluppi relativi alla macchina per l’apprendimento. Kaggle è meglio conosciuta per i concorsi che organizza che permettono alle aziende di valutare le prestazioni degli sviluppatori, in particolare dal punto di vista del recruiting.

L'articolo I marketplace in rete dove si comprano gli algoritmi è un contenuto originale di 01net.

Dell, machine learning e intelligenza artificiale per i datacenter modulari

01net - 17 maggio, 2018 - 07:56

In occasione della recente Dell Technologies World Conference di Las Vegas, Dell ha lanciato una nuova linea di prodotti modulari data center, focalizzata sui carichi di lavoro che coinvolgono intelligenza artificiale, machine learning e big data.

L’azienda ha presentato i sistemi di storage Dell Emc PowerMax, progettati con array NVMe completi e un motore di apprendimento macchina integrato.

Il PowerMax ha una capacità di 10M Iops ed è, secondo Dell, due volte più veloce del suo concorrente più vicino, adatto per Storage Class Memory (Scm) e NVMe. Il motore di apprendimento utilizza analisi predittive e pattern recognition per massimizzare i carichi di lavoro in modo indipendente, mentre la compressione avanzata PowerMax offre una riduzione dei dati fino a 5:1, consentendo capacità di elaborazione ancora più rapide.

I datacenter per Dell sono un vantaggio competitivo

Jeff Clarke, vice presidente dei prodotti e delle operazioni per Dell, ha osservato che quello dei datacenter è un settore in cui i clienti possono ottenere un vantaggio competitivo migliorando la loro infrastruttura.

La società ha introdotto opzioni estese per il sistema VxBlock e aggiornamenti per gli array All-Flash XtremIO X2, che sono stati riprogettati per un’efficiente replica Wan dei dati. Il nuovo XtremIO trasmette solo dati unici, eliminando la duplicazione e, secondo Dell, riducendo al minimo i requisiti di larghezza di banda del 75% o più.

È stata offerta un’anteprima dell’infrastruttura modulare per data center PowerEdge MX, anche se non è ancora disponibile in commercio. Il PowerEdgeMX utilizza un’infrastruttura cinetica per una configurazione flessibile all’interno del data center, progettata per aiutare i clienti a gestire i carichi di lavoro emergenti.

I nuovi prodotti PowerEdge includono due server a quattro socket, che utilizzano processori Intel Xeon e fino a 6 Tb di memoria per accelerare l’analisi dei dati e fornire un’elaborazione sicura per le applicazioni business-critical.

PowerMax e VxBlock con XtremIO X2 sono immediatamente disponibili, mentre il VxBlock System 1000 con supporto PowerMax dovrebbe essere rilasciato quest’estate. I server MX PowerEdge saranno disponibili in commercio nel terzo o quarto trimestre del 2018.

L'articolo Dell, machine learning e intelligenza artificiale per i datacenter modulari è un contenuto originale di 01net.

Memoria disaggregata nei data center del futuro

01net - 17 maggio, 2018 - 07:27

Il cloud ospita oggi migliaia di servizi dai quali spesso dipendiamo per le nostre attività giornaliere e dietro questi servizi c’è una complessa infrastruttura informatica che sfrutta la capacità di calcolo di migliaia di server ospitati all’interno di data center.

Per quanto composti di componenti specializzati e ad alte prestazioni, ognuno dei server in un data center non è molto diverso dai nostri PC: all’interno del suo case, un server ospita CPU, memoria e periferiche.

Come diretta conseguenza di questa organizzazione fisica, il server rappresenta l’unità monolitica di allocazione delle risorse: benché più processi possano condividere le risorse di un server, un singolo processo non può mai utilizzare risorse provenienti da più di un server.

I ricercatori in IBM (da destra a sinistra): Christian Pinto, Andrea Reale, Dimitris Syrivelis, Kostas Katrinis (coordinatore del progetto dReDBox), e il responsabile dei programmi e contratti EU Gal Weiss

Questo causa un importante sottoutilizzo delle risorse quando le applicazioni non sono in grado di usarle in modo efficiente perché, ad esempio, le consumano in maniera asimmetrica, tenendo occupate tutte le CPU di un server, ma lasciando inutilizzata gran parte della sua memoria.

Nei Laboratori di IBM Research – Ireland, stiamo lavorando ad un prototipo che implementa un nuovo paradigma architetturale per i data center del futuro.

Alle fondamenta di questa architettura c’è l’idea di rompere le barriere fisiche del server, disaggregagando i suoi componenti costitutivi con l’obiettivo di aumentare drasticamente l’utilizzazione delle risorse e di conseguenza l’efficienza energetica complessiva dei data center.

Il nostro approccio rivoluziona il modo in cui i server sono costruiti, disaggregando CPU e memoria in unità fisiche separate che possono essere combinate all’occorrenza.

All’arrivo di una nuova applicazione, un software di controllo specializzato connette CPU e memoria tramite una rete ottica a bassa latenza, creando “al volo” una piattaforma che soddisfi esattamente le sue richieste di risorse.

I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici. A parità di carico applicativo, qualsiasi risorsa inutilizzata può essere spenta, con evidenti risparmi energetici; le applicazioni “memory-centric”, ossia applicazioni che richiedono grandi quantità di memoria, non sono più limitate dalla quantità di memoria disponibile su di un singolo server; i gestori dei data center possono gestire indipendentemente i cicli di aggiornamento di CPU e memoria, ottenendo maggiore flessibilità e costi ridotti.

Primo prototipo di dBRICKS e dTRAY del progetto dReDBox: i componenti fondamentali sono disaggregati in “compute brick” e “memory brick”, interconnessi dinamicamente tramite circuiti elettrici (on-tray) oppure ottici (off-tray).

Abbiamo costruito un primo prototipo del sistema ed i primi risultati sperimentali sono estremamente incoraggianti. Stimiamo, infatti, che le architetture disaggregate contribuiranno a ridurre di circa quattro volte l’energia che oggi è spesa per alimentare componenti inutilizzati.

Stiamo continuando a migliorare la nostra tecnologia con l’ambizione di aprire la strada  all’adozione effettiva del data center disaggregato che permetta di raggiungere nuovi livelli di efficienza, con la promessa di ridurre drasticamente l’impatto energetico.

Questo lavoro è parte di un progetto finanziato dalla UE, dReDBox. Il progetto è coordinato da IBM Research – Ireland e comprende altri 10 partner accademici ed industriali.

 

L'articolo Memoria disaggregata nei data center del futuro è un contenuto originale di 01net.

Machine learning, Oracle acquista DataScience.com

01net - 16 maggio, 2018 - 16:06

Oracle ha annunciato oggi di aver firmato un accordo per l’acquisizione di DataScience.com, la cui piattaforma centralizza strumenti, progetti e infrastrutture per la scienza dei dati in un’area di lavoro completamente gestita.

I team di Data Science utilizzano la piattaforma per organizzare il lavoro, accedere ai dati e alle risorse di calcolo ed eseguire flussi di lavoro di sviluppo del modello end-to-end.

Le aziende utilizzano la piattaforma DataScience.com per migliorare la produttività, ridurre i costi operativi e implementare soluzioni di machione learning più veloci per alimentare le loro trasformazioni digitali.

DataScience.com consente agli scienziati dei dati di fornire le informazioni che cambiano il business e si aspettano in minor tempo con l’accesso self-service a strumenti open source, dati e risorse informatiche, migliorando allo stesso tempo la capacità dei team It di supportare tale lavoro.

Oracle integra le funzionalità di intelligenza artificiale e machine learning attraverso le proprie soluzioni software as a service (SaaS) e platform as a service (PaaS), compresi big data, analisi e operazioni di sicurezza, per consentire trasformazioni digitali.

Insieme, Oracle e DataScience.com forniranno ai clienti un’unica piattaforma per la scienza dei dati che sfrutta Oracle Cloud Infrastructure e la gamma di offerte integrate SaaS e PaaS di Oracle per aiutarli a realizzare il pieno potenziale dell’apprendimento automatico.

La data science richiede una piattaforma completa per semplificare le operazioni e fornire valore su larga scala, spiega Ian Swanson, Ceo di DataScience.com: “Con DataScience.com, i clienti sfruttano una piattaforma robusta e facile da usare che rimuove gli ostacoli alla distribuzione di modelli di machine learning di valore nella produzione“.

Le aziende stanno esplorando la data science e l’apprendimento automatico come un modo fondamentale per sviluppare proattivamente un vantaggio competitivo, ma la mancanza di strumenti completi e funzionalità di apprendimento automatico integrate può far fallire questi progetti, ha detto Amit Zavery, Executive Vice President di Oracle Piattaforma cloud di Oracle: “con la combinazione di Oracle e DataScience.com saranno in grado di sfruttare un’unica piattaforma di scienza dei dati per sfruttare in modo più efficace il machine learning e i big data per l’analisi predittiva e i risultati aziendali migliorati“.

L'articolo Machine learning, Oracle acquista DataScience.com è un contenuto originale di 01net.

F5 Networks protegge le applicazioni in qualsiasi ambiente

01net - 16 maggio, 2018 - 11:07

Circa tre settimane fa le applicazioni di alcune importanti aziende italiane sono state attaccate in modo pesante da hacker russi.

Il primo è stato un attacco volumetrico. Il service provider con un po’ di fatica è riuscito a mitigare la minaccia. Ma a questo punto l’attaccante ha cambiato strategia e ha portato un attacco a livello 7, a livello applicativo. Il service provider a questo punto non conoscendo l’applicazione ha fatto un sacco di danni”.

Maurizio Desiderio, country manager F5 Networks

Maurizio Desiderio, country manager italiano di F5, parte da qui per spiegare come le app “motore di business e gateway dei nostri dati” abbiano un forte bisogno di essere protette.

“Bisogna capire le minacce, il contesto e attivare gli strumenti di controllo”, prosegue. Per questo la società specializzata nell’application delivery presenta Big-Ip Cloud edition, la soluzione che permette di implementare servizi applicativi critici in qualsiasi ambiente.

F5 per l’ambiente multicloud

L’ambiente multicloud – spiega Chad Whalen, vice president worldwide cloud sales di F5 Networks – possiede architetture frammentate, un’operatività complessa e possibile problemi per compliance e rischi nell’audit. F5 però semplifica la migrazione multicloud con soluzioni validate e testate in differenti cloud, l’integrazione con l’ecosistema delle applicazioni e con policy semplificate per deployment e compliance”.

Big-Ip Cloud edition viene quindi offerto come un Application delivery controller virtuale per-app che può applicare e automatizzare i servizi basati su policy in ogni fase del processo di sviluppo e produzione.

Le principali funzioni prevedono servizi e protezione di livello enterprise in una soluzione Adc totalmente software, servizi applicativi dedciati su misura per ogni app in qualsiasi ambiente, catalogo self service dei servizi applicativi per provisioning, configurazioni e aggiornamenti automatizzati oltre a nuove capacità in termini di visibilità per-app, analisi e scalabilità automatica.

Il nostro valore aggiunto – precisa Desiderio – è la gestione in ambienti eterogenei. La soluzione di F5 diventa uno strato e che l’app sia su un cloud pubblico o su datacenter è assolutamente trasparente. Il risultato è che il cliente ha un unico ambiente per gestire l’applicazione. Il secondo aspetto fondamentale è quello dell’automazione”.

Questa strategia per gli ambienti multicloud non va a sostituire ma si aggiunge a ciò che F5 ha fatto fino a oggi. “Molti clienti come i service provider – conclude il country manager italiano – continuano a investire in F5 acquistando hardware. Inoltre, in particolare sul mercato italiano, molti clienti per le applicazioni mission critical continuano a utilizzare i loro datacenter, sono pochi quelli che passano tutto sul cloud. Le aziende oggi hanno un ambiente ibrido molto complesso da gestire, ma questo approccio ci permette di indirizzare applicazioni che i clienti non vedono come mission critical e nascono native sul cloud. In questo modo indirizziamo un mercato dieci volte più grande rispetto a quello di prima. Per i clienti il vantaggio è un’unica infrastruttura per l’operatività e la sicurezza con grande beneficio di costi”.

L'articolo F5 Networks protegge le applicazioni in qualsiasi ambiente è un contenuto originale di 01net.

Cisco ai partner, rifacciamo tutte le reti

01net - 16 maggio, 2018 - 11:00

Rivolgendosi ai propri partner convenuti a Genova alla Cisco Partner Experience, Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco tiene a sottolineare un fatto: «siamo un’azienda internazionale che sta investendo in Italia, e lo facciamo con una visione di lungo periodo».

E ai partner Santoni ha rivolto ai partner un messaggio forte, rivoluzionario, proprio perchè detto da una società che le reti le ha create e sulle reti esistenti ha costruito il suo successo: «rifacciamo tutte le reti, adesso, Agganciamogli la sicurezza, subito. Apriamole al cloud, a tutti i tipi di cloud, spostando liberamente i dati, liberando il loro potere, usandoli massivamente in qualsiasi momento. Questo oggi è il nostro e vostro business».

Quattro caratteristiche comuni a reti e sicurezza

La sicurezza che propone Cisco ha quattro caratteristiche, che sono le stesse che deve avere la nuova rete che i partner dovranno contribuire a creare: «semplice da implementare, aperta, automatizzata e programmabile».

Nel far questo Santoni evidenzia come «abbiamo cambiato il portfolio, con quattro piattaforme, dando continuità di valore ai nostri partner. La parola d’ordine è security. Che va inclusa in tutto quello che facciamo. Sarà il mercato a dirci se la piattaforma integrata di cybersecurity è la risposta che serve oggi. Noi siamo convinti di sì».

Come ha spiegato Andrea Negroni, della cybersecurity channel organization di Cisco, «oggi si può fermare il 99% degli attacchi, ma all’attaccante basta che ne passi uno. Si deve parlare pertanto di capacità reazione a una violazione. Noi dobbiamo misurare efficacia della sicurezza su due parametri: il tempo della scoperta di una violazione (time to detect9 e tempo di risposta (time to response)».

Cisco lavora sui due parametri inserendo automazione, con soluzioni best of Breed e creando architettura integrata.

Oggi la forza di Threat intelligence, Cisco Talos, è fatta da 300 ricercatori «che stabiliscono cosa è una minaccia e cosa no. È semplice, libera risorse ai partner per dare la servizi a valore, gestiti».<

Al Cisco Partner Experience di Genova, ha rivelato il responsabile del canale di Cisco, Eric Moyal, sono intervenute 350 persone in rappresentanza di 110 partner. Una selezione qualitativamente elevata, destinata a figure in grado di cogliere i concetti e tradurli in business.

E per Giorgio Campatelli, responsabile dei partner italiani di Cisco, «il nostro valore oggi è nell’evoluzione della rete, oltre la connettività, oltre l’aspetto fisico, nell’automazione, negli analytics, nella sicurezza».

Campatelli così conferma che la rete va cambiata perchè è il paradigma a cambiare, perché con l’IoT si installano molti più punti rete in azienda. «Il nostro valore è fare adesso la rete del futuro, con i partner». Che sono di cinque tipi: iokl classico reseller, il consulente, il partner tecnologico, quello di soluzione e quello di piattaforma.

Le iniziative locali italiane avviate seguono già questa logica multi modello. Campatelli cita le iniziative condotte con Concept Reply per sviluppare soluzioni IoT e industria 4.0, con Zucchetti per mettere la collaboration dentro l’applicazione HR, con SecureNetwork per la consulenza.

Alla base di tutto c’è la rete intuitiva di Cisco, apertta all’IoT e basata su su tre step contestuali, come spiegato da Alberto Degradi: sicurezza con il policy manager per tutti i dispositivi industriali profilati, integrazione delle apparecchiature in ottica di automazione (It, OT e Lob), analytics di tutto, sensoristica compresa.

Ecosistema di innovazione con Api documentate

Secondo Enrico Mercadante, del digital acceleration team di Cisco, «per andare in fabbrica servono competenze operative e IT, quindi servono due partner che facciano rete, ecosistema.E serve creare use case, guardare e attrarre nuovi player, startup, che indirizzano esigenze verticali. L’ecosistema di innovazione è un add on del nostro go to market.

Come si fa? Rendendo disponibile a chi sviluppa le Api documentate: «stiamo rendendo le infrastrutture di rete Cisco progammabili. L’ha detto il nostro CEO: tutto ciò che facciamo avrà delle Api, su DevNet».
In questo modo si apre il mercato dell’innovazione: «Con Hfarm lanciamo un programma per 5 imprese, teso alla creazione di un Proof of concept in ambito impresa 4.0 che risolve un problema di business. Con Tag, al via un master in digital transformation per 20 figure».

L'articolo Cisco ai partner, rifacciamo tutte le reti è un contenuto originale di 01net.

Ibm Q, computer quantistico a disposizione di tutti, via cloud

01net - 16 maggio, 2018 - 10:14

Difficile pensare a un computer quantistico sulle nostre scrivanie. Le possibilità di questo tipo di computer sono illimitate, ma se le persone non vi hanno effettivamente accesso, la tecnologia è poco più di un progetto scientifico intrigante. E se gli informatici, i ricercatori accademici e altri non hanno accesso all’hardware sarà difficile fare passi avanti.

La risposta di Ibm a questo problema è una piattaforma cloud chiamata Ibm Q che permette di utilizzare il calcolo quantistico senza avere accesso diretto a un quantum computer.

Per anni, il calcolo quantico è stato poco più di un “what-if” che ha affascinato gli informatici. Poi è stato un esperimento. Ora occupa una strana terra di nessuno, offrendo utilità diretta per i ricercatori anche prima che la promessa di un grande computer quantistico universale sia stata rispettata. È una tecnologia di nicchia dove Ibm sta facendo del suo meglio per renderla accessibile.

Il campo dell’informatica quantistica si sta evolvendo a un ritmo notevole, ma c’è ancora molta strada da fare prima che raggiunga il suo potenziale. Parte della sfida è rappresentata dalla portata della realizzazione di queste idee.

Il concetto ha richiesto una significativa quantità di messa a terra nella fisica sperimentale solo per decollare. In più questo lavoro doveva essere sostenuto da un’opera di ingegneria: ad esempio, i fili arrotolati sono stati implementati per evitare che l’hardware si rompesse con il diminuire della temperatura e i contratti metallici. Attualmente, c’è l’arduo compito di sviluppare un ecosistema intorno alla tecnologia.

L’utilizzo di Ibm Q via cloud

Fino a oggi 75.000 utenti hanno eseguito oltre 2,5 milioni di esperimenti sulla piattaforma cloud Ibm Q, con circa 60 articoli di ricerca pubblicati come risultato. Quando l’idea di computer quantistici ha colpito per la prima volta il mainstream, una delle domande più comuni è stato quando si poteva aspettare che un tale sistema per sostituire il loro pc. Gli esperti hanno risposto che per il momento non è chiaro se questo tipo di hardware offra vantaggi tangibili rispetto ai computer classici.

Il modello per il consumo di quantum nel breve termine è questo tipo di accesso al cloud. Per il momento, sembra che l’accesso remoto all’hardware quantistico sia l’approccio più efficace.

Cosa ottiene Ibm mettendo il suo hardware a disposizione di utenti che altrimenti non sarebbero in grado di lavorare con un computer quantistico?

Probabilmente grazie all’utilizzo che ne viene fatto si impara parecchio sulle prestazioni meglio se l’hardware fosse stato distribuito in numerosi laboratori. Tutto questo crea un ritorno per il progetto i cui progressi non si deve aspettare che rallentino, anzi.

L'articolo Ibm Q, computer quantistico a disposizione di tutti, via cloud è un contenuto originale di 01net.

Qualcomm e Verizon pronte per il 5G entro il 2018

01net - 16 maggio, 2018 - 09:20

Entro quest’anno, almeno negli Usa, dovrebbe debuttare il 5G. I segnali arrivati in questi giorni sono importanti.

Qualcomm si sta preparando una piccola prima ondata di dispositivi 5G da lanciare nel 2018. La maggior parte delle società si muoverà nel 2019 ma alcuni player regionali, che vogliono agire in modo più aggressivo, saranno pronti entro fine anno con smartphone conformi agli standard che offrono due o quattro volte la velocità dei dispositivi 4G/Lte top.

Il senior vp Durga Prasad Malladi ha dichiarato che alcuni operatori hanno dichiarato che vorrebbero commercializzare gli smartphone alla fine del 2018 e per questo si sta facendo  tutto il possibile per aiutarli.

Sempre secondo Malladi si sta guardando verso velocità a partire da 2Gbps o 4Gbps (da 2 a 4 volte le velocità di picco delle recenti reti 4G/Lte). Qualcomm ha già detto che Lte servirà come ripiego quando il 5G non è disponibile, offrendo circa 1 Gbps se la rete supporta questa velocità. Sulla base di esperimenti che utilizzano l’onda millimetrica in una città come San Francisco, il 50% degli utenti ottiene qualcosa come 1,4 Gb al secondo.

Qualcomm si è impegnata a supportare i vettori di tutto il mondo nei loro lanci, con frequenze che ora vanno dai bassi 600MHz ai medi 2.5-4.9GHz alle bande millimetriche ad onde 28 e 39GHz.

A causa di decisioni di ingegneria, Malladi si aspetta che le prestazioni della portante siano abbastanza simili indipendentemente dalla banda, supponendo che la portante abbia 100MHz di spettro medio o 800MHz di spettro ad onda millimetrica disponibile e sta utilizzando correttamente la formazione del fascio e massicce antenne Mimo.

Le velocità di 4 Gbps sono raggiungibili attraverso le bande d’onda medie e millimetriche, anche se la progettazione della rete limiterà le prestazioni reali.

Per Verizon la competizione del 5G è sulla capacità

La fine del 2018 è il termine ipotizzato anche da Verizon che dovrebbe partire da Sacramento. In qualità di partner hardware di Verizon, Samsung appena ricevuto l’approvazione Fcc per il primo router domestico 5G, e ha richiesto la riservatezza per i manuali e altri dettagli fino al 27 ottobre.

Verizon afferma di essere molto più avanti nello sviluppo del 5G rispetto alla concorrenza. Mentre alcuni credono ancora che le onde millimetriche funzionino solo a una distanza di una sessantina di metri dalla linea di vista del trasmettitore, i progressi degli ultimi due anni hanno spostato questo limite.

Massive antenne Mimo hanno “spostato esponenzialmente le prestazioni” delle radio a onde millimetriche, ha spiegato, permettendo a Verizon di spaziare le sue piccole celle a 2.000 metri di distanza, e si pensa di andare anche oltre.

Per quanto riguarda il mercato l’opinione di Verizon è che la competizione non sarà basata solo sul prezzo, ma sulle capacità di rete. Quante periferiche volete connettere alla rete? Che tipo di latenza vuoi avere? Che tipo di produzione desiderate ottenere? Queste sono le domande a cui bisognerà rispondere e saranno le capacità a determinare la competizione.

L'articolo Qualcomm e Verizon pronte per il 5G entro il 2018 è un contenuto originale di 01net.

Al via Technology Hub, tre giorni con le tecnologie emergenti

01net - 16 maggio, 2018 - 08:47

Technology Hub è una tre giorni, che si tieneal 17 al 19 maggio, a Milano, presso il MiCo fieramilanocity, in cui i visitatori potranno prendere parte gratuitamente a un ricco programma di convegni, speech tecnici e workshop dedicati alla tecnologie emergenti.

Aziende, esperti e associazioni di categoria animeranno le piazze tematiche di Technology Hub per dare risposte alle nuove esigenze di produzione e lavoro che le aziende devono affrontare nel percorso di digitalizzazione del business.

01net invita ad assistere al proprio talk sul cloud, giovedì 17 maggio, alle 10:30, presso la PIAZZA IOT & BLOCKCHAIN:Cloud: tecnologie, metodi e progetti per costruire il futuro“, con la partecipazione di Google, Ibm, Microsoft, Oracle e Ovh.

01health, luogo di incontro fra ICT e sanità

Technology Hub è anche il luogo in cui verrà presentato 01health.

01Health è un progetto di comunicazione integrato del Gruppo Tecniche Nuove che fa perno sul sito 01health.it, creato per diventare il veicolo informativo e formativo del settore della sanità digitale italiana.

Il progetto di comunicazione sta creando una community B2B con fornitori e utenti professionali. Stakeholder del progetto sono le aziende del settore medicale e quelle del comparto tecnologico ICT, le startup hi-tech, le associazioni di categoria, le università e i centri di ricerca.

I destinatari del progetto di comunicazione sono pertanto gli operatori della sanità e del digitale e i professionisti interessati e attratti dalle osmosi tecniche e intellettuali generate dalla trasformazione digitale in sanità.

Venerdi 18 dalle 16:00 alle 17:30 presso PIAZZA MEDICALE si terrà il talk eHealth dal cloud all’intelligenza artificiale: la trasformazione digitale nella sanità”, organizzato da 01Health, con la partecipazione di Assobiomedica, Humanitas, Ibm, Microsoft e Oracle.

Alcuni altri convegni di Technology Hub

Giovedì 17 maggio

10:30 – 11:30 • PIAZZA PROGETTAZIONE ADDITIVA – FOCUS INDUSTRIALE
“L’impiego della Simulazione nel settore Additive Manufacturing”
Organizzato da e-FEM, M. Vettori

11:00 – 11:30 • PIAZZA APP, CHATBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“GDPR: il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati”
Organizzato da Makemark Company-Legal Division, Avv. M. Giacomello – Avv. M.L.Rizzo

12:30 – 13:00 • PIAZZA APP, CHATBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Robot con il senso del tatto con software artimind ”
Organizzato da Universal Robot, F. Facchinetti

15:00 – 15:30 • PIAZZA MATERIALI E NANOTECNOLOGIE
“I business model dell’economia circolare: uno strumento per ripensare le imprese ”
Organizzato da ERVET-Emilia Romagna Valorizzazione Economica del Territorio, Enrico Cancila

15:30 – 16:00 • PIAZZA MATERIALI E NANOTECNOLOGIE
“Ecodesign. Il punto di partenza dell’economia circolare ”
Organizzato da Project Hub 360, Stefania Truffa

Venerdi 18 maggio

10:30 – 11:00 • PIAZZA MATERIALI E NANOTECNOLOGIE
“Il fotovoltaico di terza generazione ”
Organizzato da Ditech, P. Matteucci

11:30 – 12:00 • PIAZZA APP, CHATBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Voicebot : I Chatbot crescono e imparano a parlare”
Organizzato da Eudata, M. Puliafito

13:00 – 13:30 • PIAZZA IOT & BLOCKCHAIN
“Cosa rappresenta l’arrivo della blockchain per le imprese, come puo’ essere usata e perchè non perdere questo treno ”
Organizzato da Blockchain Cafe, M Crotta.

13:00 – 13:30 • PIAZZA APP, CHATBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Introduzione robotica collaborativa e safety”
Organizzato da Universal Robot, P. Bassetti

14:00 – 14:30 • PIAZZA MATERIALI E NANOTECNOLOGIE
“Materiali compositi & Additive Manufacturing: nuove frontiere di produzione per prodotti ad elevate prestazioni”
Organizzato da Moi Composites srl, G. Natale – M. Tonizzo

Sabato 19 maggio

11:00 – 12:00 • PIAZZA IOT & BLOCKCHAIN
“WITRICITY, un mondo senza fili”
Organizzato da Domenico Trisciuoglio

11:30 – 12:30 • PIAZZA PROGETTAZIONE ADDITIVA
“Stampa 3D, co-progettazione e ricerca”
Organizzato da +LAB, Francesco Basciu, Andrea Mantelli, Giuditta Ravalli

12:00 – 12:30 • PIAZZA IOT & BLOCKCHAIN
“Il furto di identità nell’era digitale”
Organizzato da INTESI GROUP, E. Cisbani

14:00 – 15:00 • PIAZZA PROGETTAZIONE ADDITIVA
“Ergonomic customization Utilizzo degli algoritmi per la qualità della vita
Organizzato da WASP, Giorgio Gurioli

Per conoscere il calendario completo dei convegni cliccare QUI.

OTTIENI IL TUO BIGLIETTO GRATUITO

L'articolo Al via Technology Hub, tre giorni con le tecnologie emergenti è un contenuto originale di 01net.

Cognex DataMan 470, lettura dati in velocità

01net - 16 maggio, 2018 - 08:43

Cognex punta a stabilire nuovi standard per la lettura di codici a barre con il modello fisso DataMan 470.

Sviluppato per linee manifatturiere e logistiche ad alta velocità e produttività, DataMan 470 è il lettore più veloce e più potente prodotto dall’azienda.

Il nuovo lettore di codici a barre fisso applica una nuova tecnologia di imaging, attualmente in attesa di brevetto, che permette di gestire applicazioni complesse quali la tracciabilità di componenti di automobili, l’identificazione di pneumatici o la gestione di bagagli all’aeroporto.

Si tratta della tecnologia High Dynamic Range Plus (HDR+), che migliora la qualità delle immagini di codici 1D e 2D, oltre a permettere una più ampia copertura e maggiore velocità rispetto ai lettori tradizionali.

Il dispositivo di Cognex è in grado di leggere codici a basso contrasto e molto piccoli, illeggibili per altri strumenti, e copre aree d’ispezione più ampie con meno telecamere, permettendo maggiori variazioni nel processo di produzione e minori costi per la struttura.

Come afferma Carl Gerst, Vice Presidente Senior per i Prodotti per Lettura di Codici a Barre di Cognexquesta rivoluzionaria tecnologia che fissa un nuovo standard per efficacia di lettura di codici a barre e per facilità d’installazione. DataMan 470 è in grado di leggere i codici più difficili a velocità davvero elevate riuscendo così a mantenere il passo con l’aumento delle velocità raggiunte dalle linee di produzione ed a coprire agevolmente le aree richieste dei nostri clienti”.

La piattaforma tecnologica espandibile di DataMan 470 ha una potenza di elaborazione multi-core, algoritmi di decodifica avanzati e opzioni di configurazione modulare per migliorare significativamente velocità e flessibilità.

Tecnologie addizionali, come Cognex Explorer Real Time Monitoring, permettono ai clienti DataMan di analizzare la qualità dei codici a barre al fine di ottimizzare il processo di produzione.

Come gli altri prodotti della famiglia di lettori di codici a barre DataMan, anche DataMan 470 presenta la versione ottimizzata del DataMan Setup Tool, per un’installazione rapidissima.

L'articolo Cognex DataMan 470, lettura dati in velocità è un contenuto originale di 01net.

Richiesta di risarcimenti aerei, l’avvocato è l’algoritmo

01net - 15 maggio, 2018 - 09:01

AirHelp, società tedesca di supporto nella richiesta di risarcimenti aerei, ha lanciato Lara, un avvocato con intelligenza artificiale in grado di valutare la fattibilità di un reclamo in tribunale e le sue possibilità di vincita.

Grazie all’introduzione di questo nuovo strumento, AirHelp continua a lavorare sull’intelligenza artificiale, andando a integrare Herman, il primo modello di avvocato virtuale di AirHelp progettato per predisporre il più rapidamente possibile le operazioni giudiziarie dei ricorsi dovuti a ritardi, cancellazioni o overbooking.

Testata in trenta giurisdizioni, Lara è un algoritmo che riesce a capire in tempo reale la validità di un ricorso davanti alla corte e le sue possibilità di successo attraverso un’attenta analisi che prende in esame lo stato dei voli aerei, le statistiche degli aeroporti, le condizioni meteorologiche e altri fattori, districandosi in statuti internazionali complessi.

Le sue abilità di apprendimento profondo, basate sulle Reti Neurali Convoluzionali (Convolutional Neural Networks), le permettono di continuare a evolversi.

La precisione di Lara supera le capacità umane con valutazioni corrette nel 96% dei casi rispetto al tasso medio del 91% in scenari simili, ed è già stata utilizzata con successo in oltre 16.000 casi.

Soluzione complementare all’attività di avvocato

Airhelp tiene a sottolineare che l’introduzione del nuovo avvocato con intelligenza artificiale all’interno dell’operatività aziendale non andrà ad inficiare il numero di avvocati assunti, anzi porterà loro beneficio liberandoli dall’onere di attività amministrative ripetitive: garantirà infatti una maggior tutela dei diritti del lavoro e della proprietà intellettuale.

Dal suo lancio nel 2013 AirHelp ha aiutato più di cinque milioni di persone a trattare le richieste di risarcimento per le compagnie aeree per un valore di quasi 300 milioni di euro. La società ha sedi in tutto il mondo, è disponibile in 30 paesi, offre supporto in 16 lingue e ha più di 500 dipendenti.

L’intelligenza artificiale, dicono da Airhelp non potrà sostituire completamente gli esseri umani: continueranno a eccellere ogni volta che servono pensiero originale e creatività, ad esempio nel prevedere le mosse della controparte negoziale.

Il trasferimento di conoscenze tra avvocati umani e algoritmi basati sull’intelligenza artificiale, inoltre, conduce a una democratizzazione della giustizia, aiutando le persone di tutto il mondo a far valere i propri diritti indipendentemente dalla loro risorse finanziarie.

Henrik Zillmer, CEO di AirHelp sostiene che «Dal momento in cui abbiamo ampliato i nostri servizi con l’utilizzo di intelligenza artificiale attraverso Herman, abbiamo assistito a un’incredibile crescita dell’efficienza nell’elaborazione delle richieste. L’ingresso di Lara nel team consentirà alla coppia di avvocati virtuali dotati di intelligenza artificiale di gestire non solo il trattamento delle richieste di risarcimento, ma di determinare la fattibilità di un reclamo e le sue possibilità di vincita se si arriva in tribunale. I consumatori trarranno vantaggio dalla loro precisione, inoltre consentiranno alla nostra azienda di continuare a innovare per supportarli al meglio».

L'articolo Richiesta di risarcimenti aerei, l’avvocato è l’algoritmo è un contenuto originale di 01net.

Cisco mette Spark e Webex in un’unica piattaforma

01net - 15 maggio, 2018 - 08:58

Per semplificare il lavoro e le modalità di incontro fra i team Cisco ha fatto convergere Spark e Webex in un’unica piattaforma.

Webex Meeting, applicazione per le riunioni, e Webex Teams (precedentem,ente conosciuta come Cisco Spark) per la collaborazione tra i team, sono il risultato dell’integrazione.

La nuova piattaforma convergente integra tutte le soluzioni video così come un nuovo dispositivo hardware che, con una TV, trasforma qualsiasi spazio di lavoro in una stanza Webex.

Webex Meetings e Webex Teams

Il nuovo Webex Meetings è un sistema video first, ossia viene utilizzato sempre con la videocamera, sia che si stia utilizzando il pc, il dispositivo della sala video Cisco o un dispositivo mobile.

Poiché Webex viene fornito in cloud, gli oltre 100 milioni di persone nel mondo che lo utilizzano riceveranno un aggiornamento nel corso dei prossimi mesi.

Cisco Spark ha un nuovo nome, Webex Teams, che integra la tecnologia nelle applicazioni, beneficiando delle stesse funzionalità di incontro di Webex nei meeting in Teams, con un’esperienza condivisa.

Webex Teams mette a disposizione un set di strumenti più ampio, inclusa la funzionalità di whiteboarding, messaggistica in tempo reale, accesso semplice per gli ospiti, condivisione dei contenuti e strumenti integrati, per supportare i team durante e dopo la riunione. Il nuovo brand verrà esteso anche agli altri dispositivi: Cisco Spark Board diventa Webex Board.

Un TV trasforma qualsiasi spazio in una sala Webex

Webex Share è un modo semplice ed economico per condividere contenuti su grande schermo nella propria stanza. Basta inserire l’adattatore, grande quanto un palmo di una mano, sul retro di un TV, accoppiarla con il sistema e iniziare a condividere i documenti sullo schermo.

Al termine del meeting si può continuare a lavorare nello spazio Webex Teams. Inoltre, con Webex Share, i team potranno prenotare le stanze così come sapere quando una sala è occupata. Webex Share sarà disponibile per Webex Meetings e Teams alla fine del 2018.

Si può utilizzare il nuovo Webex per le riunioni e la soluzione Microsoft per la collaborazione in team, così come di Google, Slack e altro ancora.

Con Cisco Collaboration Flex Plan le aziende devono solamente pagare un canone di abbonamento per ogni utente attivo. E con Webex Meetings, oggi possono partecipare fino a 1.000 persone, oltre al fatto che abbiamo aggiunto ulteriori funzionalità di storage, sicurezza e analisi avanzata dei dati.

Intelligenza artificiale in video

Cisco sta continuando a portare l’intelligenza artificiale in ogni meeting, telefonata, conversazione e interazione. In tal senso Webex Assistant (conosciuto come Cisco Spark Assistant) sarà disponibile su più dispositivi e con più funzionalità

Basato sulla tecnologia acquisita da MindMeld, Webex Assistant sarà presente in tutti i nostri Webex Room Kit e dispositivi Room Series connessi al cloud.

Tutti i dispositivi Cisco connessi al cloud e video on-premise eliminano qualsiasi rumore. Ciò significa che appena si verifica un qualsiasi tipo di interferenza in sottofondo, il sistema abbassa automaticamente il volume ad un livello sufficiente affinché la conversazione non sia disturbata, riportandolo automaticamente ad un livello adeguato non appena una persona prende parola.

L'articolo Cisco mette Spark e Webex in un’unica piattaforma è un contenuto originale di 01net.

Come evolve il ransomware, come si reagisce

01net - 15 maggio, 2018 - 08:17

WannaCry ci ha dimostrato che il ransomware capace di autoreplicarsi può essere molto più pericoloso delle sue varianti più vecchie.

In futuro, possiamo aspettarci che la tecnica ransomware si evolva focalizzandosi sugli exploit zero-day e che il tempo che impiegherà per utilizzare attivamente una nuova vulnerabilità sarà decisamente inferiore.

In ogni caso, anche nelle sue varianti più vecchie, il ransomware è un business profittevole. E più diventa profittevole, più sofisticate e complesse potranno diventare le minacce a cui andremo incontro.

Se un gruppo di cyber criminali, infatti, si aspetta che con ransomware potrà guadagnare tra i 5 e i 10 milioni di dollari, potrà anche essere disposto a pagare 500.000 dollari per una vulnerabilità zero-day.

Un’altra possibilità, spiega Martin Zugec, Senior Architect e Technical Marketing di Citrix, è che i cyber criminali utilizzino nuovi metodi di distribuzione. Per esempio, nel caso di NotPetya, un’azienda di produzione di software finanziario ucraina è stata individuata come il punto 0, ovvero il punto dal quale è partita l’infezione, e ciò è avvenuto tramite un suo software atto all’amministrazione delle tasse.

Ridurre il tempo di decisione

Il tempo è un fattore importante nel prendere la decisione di pagare o meno. Ransomware spesso mostra sullo schermo un conto alla rovescia, cercando di forzare le persone a pagare il prima possibile. Per esempio, CryptoLocker aumenta la richiesta di riscatto fino a 10 Bitcoin dopo una determinata deadline (una somma che a gennaio 2018 era pari a circa 100.300 dollari).

Che cosa possono fare del resto gli autori di ransomware per aumentare il prezzo delle loro richieste? Mettere più pressione sul tempo.

A questo proposito, c’è una ragione per cui il ransomware è paricolarmente temuto dal settore sanitario: se consideriamo che rappresenta il 72% degli incidenti di malware, pensiamo a che cosa potrebbe succedere se colpisse la pompa dell’insulina di un paziente o, ancor peggio, prendesse il controllo di un bypass cardiopolmonare? Le conseguenze potrebbero essere tragiche.

Del resto, è naturale pensare che se sempre più aziende utilizzano l’apprendimento automatico per migliorare i loro meccanismi di difesa, chi ordisce attacchi farà lo stesso e utilizzerà il medesimo apprendimento automatico per colpire al momento giusto, puntando a causare le peggiori conseguenze.

Scegliere target di maggior valore

Il riscatto richiesto non dovrebbe naturalmente mai superare il valore del target colpito. Ma chi conduce gli attacchi può anche decidere di focalizzarsi su altri obiettivi, probabilmente di maggior valore, riducendo il numero delle infezioni ma aumentando ampiamente il riscatto richiesto.

Che cosa succederebbe per esempio se un intero edificio fosse tenuto in ostaggio chiudendo tutte le porte e impedendo l’accesso a chiunque? Che cosa accadrebbe se il ransoware iniziasse a prendere il controllo di interi sistemi industriali che potrebbero potenzialmente avvelenare un’intera città? Potremmo iniziare a vedere riscatti di milioni piuttosto che di centinaia di dollari.

Eliminare la risposta primaria

Oggi il ransomware si basa soprattutto sulla criptatura di documenti e di file, tuttavia nulla vieta che possa evolversi ulteriormente. Secondo una ricerca di MalwareBytes circa il 71% delle aziende si stanno difendendo dal ransomware più attraverso i backup che con vere e proprie strategie di difesa.

Questa però non dovrebbe essere l’unica strategia. Soprattutto, con la nascita del ransomware mobile, potremmo presto iniziare a vedere attacchi invertiti – invece di impedire l’accesso ai dati, ransomware potrebbe minacciare di renderli pubblici. Che siano dati privati ( foto, credienziali o messaggi) o aziendali (numeri di conto o email), potremmo finire per dover pagare un riscatto doppio – uno per avere accesso ai nostri file e un altro per impedire he diventino acessibili al resto del mondo.

Il backup e una strategia di recovery non saranno una protezione sufficiente contro questi nuovi attacchi e serve piuttosto un approccio proattivo.

A quando l’estinzione del ransomware?

Non possiamo aspettarci che ransomware si estingua molto presto. Se l’attuale generazione ha già un enorme potenziale per permettere agli autori di malware di estorcere soldi, quelle i future saranno ancora più pericolose.

L’educazione degli utenti finali è sempre importante e non dovrebbe essere sottovalutata, tuttavia, grazie ad attacchi sempre più sofisticati, anche gli utenti più istruiti possono finire con l’essere vittime. Per non parlare di quelli che sono stati infettati da malware che si autoreplica senza che facciano nulla.

Gli approcci difensivi attuali contro il ransomware prevedono un tipo di protezione di base – antivirus, patch, backup. E sebbene tutto ciò sia una cosa importante, dovrebbe essere considerata solo una piccola parte della strategia.

Oggi, il metodo principale per attaccare una rete è sfruttare degli utenti facendo in modo che aprano un allegato pericoloso o clicchino su un link.

Utilizzare un browser e un client email isolato e sicuro offre una buona strategia contro il ransomware.

SCARICA IL WHITEPAPER TECNICO

La seconda strategia, correlata, è quella di implementare zone di sicurezza con differenti livelli di fiducia. Con una nuova generazione di ransowmare che si autoreplica, è importante mantenere il controllo e minimizzare l’impatto, recuperando se necessario l’intero segmento aziendale.

Invece di concentrarsi soltanto sul recupero dei dati, le aziende devono capire meglio i diversi stadi della catena maligna del ransomware e applicare una strategia di difesa che agisca in profondità. Si tratta di decidere se parepararsi ora per la prossima generazione di attacchi oppure se risparmiare bitcoin per pagamenti che si potrebbero evitare.

L'articolo Come evolve il ransomware, come si reagisce è un contenuto originale di 01net.

Visa e Mastercard si uniscono contro Paypal

01net - 15 maggio, 2018 - 08:04

Per contrastare Paypal, il gigante dei pagamenti online, Visa e Mastercard stanno valutando la possibilità di collaborare.

La scorsa settimana, in occasione di una conferenza dedicata ai produttori del settore, le due aziende hanno dichiarato di voler unire Visa Checkout e Masterpass, le loro due rispettive soluzioni che consentono a un utente di Internet di pagare per un acquisto online utilizzando un identificatore, invece di inserire tutti i dati della sua carta di credito.

Anche American Express e Discover aderiranno all’iniziativa.

Secondo uno studio (in parte finanziato da Paypal), il 58% degli esercenti statunitensi accetta la soluzione di pagamento online Paypal.

Il 36% propone ai propri clienti di utilizzare il pulsante Visa Checkout e il 16% invece offre la possibilità di Masterpass.

Secondo Bloomberg, il pulsante per il pagamento è ancora in fase di sviluppo e il programma di distribuzione non è noto. Visa e Masterdcard non avrebbero ancora avviato negoziati con gli esercenti per defnire le condizioni commerciali della nuova iniziativa.

Attualmente non esiste neppure un piano per trasferire la responsabilità e incoraggiare i dettaglianti ad adottare il pulsante unificato.

Ma quando le reti delle carte di credito hanno introdotto congiuntamente le carte intelligenti negli Stati Uniti, hanno indotto i dettaglianti a partecipare costringendoli a sostenere i costi delle frodi fino a quando non hanno aggiornato i loro terminali.

Tuttavia, sappiamo che la soluzione si baserà sulla tecnologia di tokenizzazione dei due giganti. In questo modo è possibile garantire la sicurezza dei pagamenti online grazie alla generazione di identificatori univoci per l’uso temporaneo.

Questo sistema consente quindi ai commercianti di non trasmettere più i dati della carta di credito dei loro clienti attraverso i loro server.

L’obiettivo, secondo le due società, è  di rendere lo shopping online semplice, lasciando che le persone finiscano le operazioni con un numero minimo di clic.
Le società di carte stanno ancora scegliendo un nome per il loro pulsante.

 

L'articolo Visa e Mastercard si uniscono contro Paypal è un contenuto originale di 01net.

Driverless car, le responsabilità del software nell’incidente di Uber

01net - 15 maggio, 2018 - 07:30

Uber non conferma, ma sulla stampa statunitense sono state pubblicate alcune indiscrezioni sui motivi che hanno causato l’incidente mortale di quale mese fa in Arizona. Elaine Herzberg, una donna di 49 anni, è la persona che è stata investita da una auto in modalità auto-guida probabilmente a causa di un errore nel software che le auto utilizzano per decidere se evitare o meno gli oggetti sul cammino.

In sostanza il software ha visto la persona e la bicicletta, ma ha deciso che “non era necessario reagire subito”. In un video dell’incidente rilasciato dalla polizia, infatti il veicolo sembra non frenare prima di colpire la donna. La questione sembra essere stata quella della messa a punto. Le telecamere dell’auto vedono regolarmente l’oggetto davanti all’auto, ma devono costantemente decidere se l’oggetto richiede o meno un’azione improvvisa.

Uber ha dichiarato di non poter “commentare le specifiche dell’incidente” in quanto sta attualmente collaborando con il National transportation safety board (Ntsb) per la sua indagine sull’incidente.

Uber avvia la revisione del programma di sicurezza

“Nel frattempo, abbiamo avviato una revisione top-to-bottom della sicurezza del nostro programma di veicoli autotrasportanti e abbiamo portato con noi l’ex presidente di Ntsb Christopher Hart per consigliarci sulla nostra cultura generale della sicurezza”, ha dichiarato l’azienda. “La nostra recensione riguarda tutto, dalla sicurezza del nostro sistema ai nostri processi di formazione per gli operatori dei veicoli”.

Già nel 2016 Hart aveva dichiarato che le driverless non sarebbero state perfette. “Ci saranno incidenti mortali è sicuro” disse Hart convinto però che gli episodi non avrebbero fermato lo sviluppo di questo tipo di auto. “Questo treno ha già lasciato la stazione”. L’incidente ha comunque portato la società a sospendere il collaudo dei veicoli autonomi e anche il governatore dell’Arizona ha ordinato la sospensione dei test di Uber.

Uber non è l’unica azienda ad avere registrato un incidente mortale negli ultimi mesi. A pochi giorni dall’incidente di Uber, un pilota della Tesla Model X è morto vicino a San Francisco quando la sua auto si è schiantata contro un divisore.

In seguito a quell’incidente, Tesla disse pubblicamente che il conducente era in errore perché sapeva che il sistema Autopilota Tesla era imperfetto e particolarmente inaffidabile in quel luogo, eppure vi si affidava comunque. In seguito però è stato appurato che il software dell’auto ha ancora qualche problema.

 

L'articolo Driverless car, le responsabilità del software nell’incidente di Uber è un contenuto originale di 01net.

Smart home, la climatizzazione intelligente inquadra il risparmio

01net - 15 maggio, 2018 - 07:13

Il marchio tedesco tado° ha introdotto la nuova generazione del sistema di Climatizzazione Intelligente. Climatizzazione Intelligente v2 è disponibile da subito e costa 179 euro; il Duo Pack può essere acquistato a 299 euro.

Il dispositivo smart ha l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione del climatizzatore. Climatizzazione Intelligente si sostituisce al telecomando tradizionale e manuale. Esso amplia le opzioni di gestione e introduce la possibilità di una programmazione intelligente.

Climatizzazione Intelligente v2, ancora più smart

Dato il consumo dei condizionatori, una soluzione smart consente anche di raggiungere obiettivi di risparmio energetico. E senza rinunciare al comfort domestico, anzi incrementandolo. Il Climatizzazione Intelligente v2 è potenziato da un nuovo software e dalle funzioni dell’Assistente Climatico Intelligente.

Tra le funzioni smart c’è ad esempio la geolocalizzazione. Questa fa sì che si trovi sempre un’abitazione fresca quando si rientra a casa. Ma allo stesso tempo fa in modo che non si sprechi energia quando nessuno è in casa.

L’integrazione con i dati delle previsioni meteo locali offre un ulteriore aumento dell’efficienza. La app riporta le attività dell’Assistente Climatico Intelligente nella Reportistica giornaliera zona per zona e nel Report Risparmio Energetico. Per le funzionalità smart il sistema Climatizzazione Intelligente v2 utilizza la rete Wi-Fi di casa. In tal modo il sistema è in grado di connettere a Internet condizionatori dotati di un telecomando standard a infrarossi.

Climatizzazione Intelligente è anche compatibile con Amazon Alexa, Google Home e IFTTT. In tal modo permette di controllare il dispositivo tramite comandi vocali e di creare automatismi e scenari personalizzati. L’azienda produttrice del Termostato Intelligente ha di recente annunciato la compatibilità di alcuni prodotti anche in Italia con Google Home. Non sembra invece offrire la compatibilità con HomeKit.

L'articolo Smart home, la climatizzazione intelligente inquadra il risparmio è un contenuto originale di 01net.

Altevie guida la trasformazione digitale con Sap

01net - 14 maggio, 2018 - 11:41

Guidare le aziende verso la digital transformation: è questa la mission di Altevie, società che fa parte di Ethica Consulting, un gruppo di società di consulenza che ha raggiunto nel 2017 ricavi per circa 80 milioni di euro.

Il fatturato di Altevie è di 12 milioni frutto di progetti realizzati tramite le soluzioni Sap di cui la società è partner. Sap Cloud Platform, Sap Bw/4Haha, Sap Leonardo, Sap SuccessFactors e Sap Hybris sono le soluzioni più utilizzate dalla società nata nel 1998 che conta oltre 150 professionisti e consulenti (più della metà certificati Sap) distribuiti su sei sedi con 160 clienti, 800 progetti attivi e dieci lab che servono come investimento interno per lo sviluppo delle tecnologie.

I Lab Altevie sono focalizzati su tre aree principali: supporto di prevendita specializzato per Line of business, formazione e certificazione delle risorse aziendali e laboratori di sperimentazione di nuove tecnologie e soluzioni, tra cui Sap Cloud Platform, Sap Leonardo, Hybris, Hana, Big data e Business intelligence, Mobile applications, OpenText, oltre ad architetture ibride che integrano il mondo Sap con Hadoop, Tensor Flow, e altri sistemi specifici.

Le certificazioni Sap di Altevie

Specializzata nel manifatturiero, l’azienda di Treviso è riconosciuta come Sell partner, per la capacità di distribuire soluzioni Sap su piattaforme complete e chiavi in mano, Service partner, per il valore nella consulenza strategica di business per la progettazione, sviluppo, implementazione e integrazione di soluzioni Sap e in qualità di Build partner, per riuscire a offrire una copertura a 360° sulle tecnologie, prodotti e servizi della società tedesca.

Human capital management, Customer engagement and commerce, Advanced analytics, big data e data science sono le aree di focalizzazione dell’azienda che ha la sua sede principale a Treviso e ha il suo core business nel manifatturiero ma opera anche nel retail, fashion, utilities, banche e finance.

Alessandro Brunello, Altevie

Siamo nati quando Sap ha chiesto ai partner di contribuire al downsizing delle proprie soluzioni per affrontare il mercato delle piccole e medie imprese” racconta Alessandro Brunello, uno dei fondatori dell’azienda. Da allora Altevie ha sempre cercato di perseguire l’innovazione con l’area Innovation che, come spiega l’Innovation manager Fabio Fontana “Valuta i nuovi prodotti, i sperimenta, realizza demo e proof of concept, realizza delle soluzioni standard e si occupa anche della formazione”. L’area collabora con le line of business e ha realizzato una soluzione per lo Smart recruitingper gestire il processo di selezione del personale”. Certificata da Sap, la soluzione velocizza e abbassa i costi del processo di selezione del personale.

Wander-In permette invece la localizzazione di un dispositivo, una persona o un macchinario all’interno di un edificio dove il segnale Gps non arriva. In questo modo è possibile navigare all’interno di un edificio (pensiamo a un aeroporto), avere informazioni sui punti di interesse o fare l’analisi degli spostamenti delle persone nella struttura.

Anche per il settore sportivo Altevie ha sviluppato una soluzione per la gestione delle squadre con agenda, programmi di allenamento e schemi di gioco. “In più – aggiunge Fontana – stiamo creando una nuova funzionalità per ricostruire le strutture scheletriche degli atleti che può essere utile per il recupero dagli infortuni, ma anche per studiare nuovi impieghi dell’atleta in campo”.

Nel fashion si è lavorato per abbinare le immagini al testo e quindi estrarre valore per i brand da questo tipo di legame, mentre il prossimo step è la proposta di abbinamento di un nuovo capo di abbigliamento scelto fra i negozi del centro commerciale. Una volta scelto l’utente viene guidato fino al negozio.

 

L'articolo Altevie guida la trasformazione digitale con Sap è un contenuto originale di 01net.

Monitor Ultra Hd 4K di LG per le videoconferenze di Cisco

01net - 14 maggio, 2018 - 10:57

I monitor Ultra HD 4K di LG Electronics hanno ottenuto la certificazione che attesta la piena compatibilità con i sistemi per videoconferenza Cisco Spark Room.

LG e Cisco mettono a disposizione soluzioni ideali in caso di videoconferenze, distribuzione e presentazione dei contenuti, insieme ad alta resa dei colori per i formati video e di presentazione, accensione o spegnimento automatici del monitor in funzione del sistema di video conference, integrazione automatica e configurazione no-touch, commutazione input automatica per le chiamate in arrivo e rilevazione a bassa latenza per non avere alcun problema di sincronizzazione.

I modelli certificati e integrati LG sono i monitor Ultra HD 4K 49UH5C, 55UH5C, 65UH5C, 75UH5C, 86UH5C e 98LS95D: con una proposta che va dai 49” ai 98” possono adattarsi a ogni esigenza di presentazione di qualunque meeting room.

In tutti i modelli la tecnologia IPS consente di visualizzare colori vividi e nitidi, con un ampio angolo di visione e un’efficienza garantita 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con luminosità pari a 500nit. Grazie alla qualità delle immagini, quattro volte superiore a quella del Full HD, l’esperienza visiva diventa coinvolgente e accurata.

I monitor LG Ultra HD 4K certificati, inoltre, si configurano automaticamente con i kit Cisco Spark Room al primo utilizzo, assicurando supporto per ogni funzione avanzata, tramite il controller Cisco Touch 10, in caso di condivisione da desktop o da una sorgente wireless, di presentazione video in streaming, di contenuti dal vivo o conversazioni one-to-one.

La compatibilità tra i Monitor Ultra HD 4K di LG e i sistemi per videoconferenza Cisco Spark Room sarà mostrata all’edizione 2018 di Cisco Partner Experience, evento dedicato ai partner Cisco e momento di condivisione delle nuove proposte tecnologiche e di innovazione.

L'articolo Monitor Ultra Hd 4K di LG per le videoconferenze di Cisco è un contenuto originale di 01net.

Come cresce lo studio professionale investendo in IT

01net - 14 maggio, 2018 - 09:51

Lo Studio di commercialisti associati Bulzoni Sangiorgi percorre la strada della trasformazione digitale per lo sviluppo dello studio e per affiancare e sostenere la propria clientela. Con una task force IT.

L’IT non è solo uno strumento, è una strategia.” Francesco Fabbri e Serena Placci sono commercialisti e nativi digitali. Il loro ruolo nello Studio Associato Bulzoni Sangiorgi è occuparsi della clientela in quanto professionisti, ma hanno anche il compito di sviluppare lo Studio in senso tecnologico e di affiancare la clientela nel cammino verso la trasformazione digitale.

Lo Studio Bulzoni Sangiorgi nasce oltre trent’anni fa a Brisighella in provincia di Ravenna. Oggi, oltre alla sede storica, conta anche un ufficio a Faenza in fase di avvio. La clientela, in generale molto fedele e affezionata, è composta da imprese, commercianti, professionisti, PMI e privati.

Anche uno Studio professionale deve tendere alla crescita e per farlo deve puntare alle nuove tecnologie”, afferma Francesco Fabbri.

La trasformazione digitale ci coinvolge su due fronti, quello interno e quello esterno. Usiamo la tecnologia internamente per migliorare l’efficienza e controllare la gestione, esternamente per dare supporto condiviso ai nostri clienti, proporre loro strumenti per la crescita e liberare tempo e risorse per offrire il valore aggiunto della consulenza.” Serena Placci sottolinea che il superamento delle tariffe ha reso lo Studio molto più simile ad un’impresa e il controllo di gestione, la supervisione e il feedback delle attività sono l’unico mezzo per poter monitorare il livello di redditività e di competitività dello Studio.

Francesco Fabbri fa notare come lo Studio da sempre sia stato attento allo sviluppo della tecnologia. “Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia è un marchio di famiglia. Da sempre si sono succedute in Studio le varie release di applicativi fondamentali per la professione. Riteniamo che la partnership con Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia sia un valore aggiunto per noi, per il nostro lavoro e soprattutto per la nostra clientela.”

“Diventare consulenti dei propri clienti è molto più importante che realizzare adempimenti.” Sia Fabbri che Placci non hanno dubbi.” È più stimolante per un professionista ed è più proficuo per il cliente.”

Dunque attingere alle soluzioni tecnologiche di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia è stato fondamentale per creare i presupposti ideali all’erogazione di vera consulenza strategica volta alla crescita imprenditoriale e commerciale. Ma non solo questo consente la trasformazione digitale.

“Il nostro incarico è anche quello di trasformare l’offerta dello Studio.” Fabbri racconta come la piccola Task Force IT formata da lui stesso e dalla sua collega sia dedicata ad offrire all’interno ed all’esterno gli strumenti e le soluzioni ideali per creare un ecosistema digitale virtuoso che supporti la crescita.

Questo accomuna l’obiettivo dello Studio a quello della propria clientela.

“La fatturazione elettronica sarà presto obbligatoria e noi abbiamo cominciato già da tempo ad offrire alla nostra clientela, senza costi, Fattura SMART di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia. L’offerta è in grande anticipo rispetto all’obbligatorietà ed è collegata ad un più ampio discorso «digitale». Lo Studio mette a disposizione dei suoi clienti la sua esperienza digitale a tutto tondo. Offriamo formazione e anche consulenza su hardware e software per orientare al meglio la clientela con poca conoscenza delle possibilità dell’IT e per offrire loro una completa sinergia digitale con lo Studio, ma che sia indipendente e che non vincoli il rapporto. Viviamo questo come un servizio volto solo ed esclusivamente ad aumentare l’efficienza.”

Serena Placci sottolinea come “in questo siamo stati supportati anche da un’altra soluzione di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, Tandem. Il software Tandem è in grado di ridurre efficacemente le distanze tra il professionista ed i propri clienti, permettendogli di condividere in tempo reale alcune applicazioni software contabili, aziendali e fiscali. Attraverso internet lo Studio professionale garantisce al tempo stesso consulenza fiscale, contabile ed information technology, tagliando tempi e costi per sé e per i propri clienti.”

La digitalizzazione diventa non solo uno strumento evolutivo dello Studio, ma anche un argomento di vendita.

 

L'articolo Come cresce lo studio professionale investendo in IT è un contenuto originale di 01net.

News

News

Fatturazione elettronica dal 31 marzo 2015

Posta elettronica certificata

Arxivar 4.5

Rilasciata la versione 4.5. - Nuova interfaccia grafica e nuove funzionalità.

XIII Forum Pluribus: nasce il nuovo Sigla Ultimate

La nuova versione del gestionale in stile Enterprise 2.0 è stata annunciata il 3 aprile 2009